Il dolore
«Ricompattiamo Imm e Carrarafiere»
Il sindaco Zubbani fa un’analisi sulle partecipate: Progetto Carrara? O soppressione o accorpamento
CARRARA. «Le società partecipate? Stiamo ragionando sul loro futuro, ma per quanto riguarda la Imm è un ente che deve mantenere un ruolo nelle politiche del marmo. Ci fu in passato un tentativo di privatizzazione delle fiere di settore, ma la crisi economica bloccò tutto e ci indusse a non procedere, perché rischiavamo di svendere. L’ente fiera deve rimanere. Casomai io rifarei una sola società, come era un tempo prima della divisione fra immobiliare e società di servizi». E’ il pensiero del sindaco Angelo Zubbani, che entra nel dibattito sulle partecipate.
Niente più sdoppiamento quindi?
«Sì, toglierei lo sdoppiamento fra Imm e Carrarafiere, l’ipotesi è in piedi e la si dovrà discutere, non tanto per una questione di risparmi, quanto perché avere una sola e solida società consentirà anche di affrontare meglio tutto il resto, vedi i mercati di settore».
E sulla Progetto Carrara? La commissione comunale bilancio ne ha parlato recentemente, con la prospettiva della sua liquidazione. Si va dritti verso questa soiluzione?
«Per quanto riguarda il ramo relativo alla strada dei marmi, è rimasta solo la manutenzione, ma prima di parlare di liquidazione, sia l’amministrazione comunale sia l’amministratore unico dovranno verificare bene le problematiche che si sono create in passato. Si fa presto a dire chiudiamo la Protgetto Carrara... Va fatta una riflessione, che è ineludibile, sulla possibilità di una soppressione o di un accorpamento ad altre partecipate. Entro l’autunno dirimeremo la questione in consiglio comunale».
Ci sono Amia e Apuafarma, più l’Istituzione (Casa di riposo). Quale futuro di prefigura?
«Per Amia e Apuafarma oggi non si può ragionare sulla fusione in quanto con la questione di Rete Ambiente l’iter è rimasto in stand by. C’è uno stop. Ma non siamo né fermi del tutto, né tantomeno impreparati. L’8 settembre è previsto un incontro fra sindaci a Livorno. Se un ramo importante si staccherà, sarà difficile mantenere due aziende. In linea di massima vorremmo procedere ad accorpamenti, ma solo dove si prospetteranno aspetti positivi, sia economici che di servizi. Certo, un’unica azienda partecipata per vari servizi sarebbe l’ottimum. Attualmente sono in equilibrio solo i conti economici di Amia e dell’Istituzione. Si è appesantito soprattutto il bilancio di Apuafarma, ma ciò è dovuto ad un aumento dell’attività stante la richiesta di più servizi e quindi di più personale. Sta pesando il gettito delle farmacie comunali che è calato».
Quindi al momento, l’attenzione principale è sulla Progetto Carrara? Ma che tempi vi siete dati per affrontare l’intera questione delle partecipate?
«Diciamo che per la Progetto Carrara, occorre trovare una soluzione al più presto, e infatti sono in corso valutazioni tecniche, ma, come detto, non si può liquidare frettolosamete. si potrebbe trovare un aggancio su un’altra partecipata per il Piano della sosta e per la manutenzione della via dei marmi. La Progetto carrara oggi ha costi di gestione e di personale. Insomma, uno sbocco della situazione è assolutamente necessario, al di là degli input che arriveranno dal governo sulle società partecipate. E l’autunno dovrà portare a sintesi tutta questa analisi».
Cinzia Carpita
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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