Sicurezza
Provincia, le elezioni (forse) il 12 ottobre
Votano sindaci e consiglieri comunali per eleggere il presidente e il consiglio di 10 membri
MASSA CARRARA. «Le nuove province rappresentano una vera e propria sfida per i comuni che dovranno gestire i problemi dei territori: non ci sarà un livello superiore ma saremo noi a dover dire la nostra sull'organizzazione territoriale dei servizi». Lo ha affermato abrina Sergio Gori, presidente di Anci Toscana, al convegno "I comuni protagonisti nell'innovazione del Paese". Manca ormai poco più di un mese all'elezione degli organi delle nuove Province. Un recente decreto ha spostato il termine per lo svolgimento delle elezioni per il Presidente della Provincia e per i Consigli provinciali dal 30 settembre al 12 ottobre.
Nell'ipotesi di voto al 12 ottobre - ad oggi sembra essere questo l'orientamento prevalente per le nuove Province toscane- l'indizione dei comizi elettorali dovrà avvenire entro il 2 settembre 2014. Il corpo elettorale sarà composto dai Sindaci e da tutti i Consiglieri comunali dei comuni della Provincia. I Consigli delle Province toscane, i cui organi scadono per fine mandato nel 2014, avranno la seguente composizione: Massa Carrara 10 consiglieri, Grosseto 10, Livorno 12, , Pisa 12, Pistoia 10, Prato 10, Siena 10. Sia per l'elezione del Presidente che per il Consiglio provinciale ciascun elettore (Sindaco/Consigliere comunale) esprime un voto che viene ponderato sulla base di un indice, il cosiddetto"indice ponderato", determinato in relazione alla popolazione complessiva della fascia demografica del Comune in cui si è Sindaci o Consiglieri. Al convegno a porre l'accento sulla questione delle risorse delle nuove Province è il sindaco di Massa Alessandro Volpi: «Il 12 ottobre abbiamo una scadenza decisiva ma non so con quanta consapevolezza si arriva a questo punto. Eppure su questo i cittadini ci giudicheranno. Se non ci sono risorse, il rischio è che a risponderne sia la natura stessa della riforma»
«Ci troviamo di fronte ad un passaggio epocale - conclude il sindaco di Prato Matteo Biffoni - Ci troviamo però a non sapere esattamente quali saranno i compiti effettivi e le risorse umane su cui contare per gestire passaggi complicati».
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