Sicurezza
Furti in Corsica, condannati padre e figlio
Continua il dramma del commerciante massese, malato, da 13 mesi in carcere ad Ajaccio
MASSA. Gianni e Giovanni Icardi, padre e figlio massesi, da oltre un anno detenuti in Corsica, sono stati condannati dal tribunale di Ajaccio rispettivamente a 3 anni (Gianni) e 3 anni e sei mesi (il figlio Giovanni) di reclusione. La sentenza emessa dal giudice Jean Leandri, presidente del tribunale “correzionale” di Ajaccio, accoglie le tesi della polizia corsa, secondo cui i due massesi sono gli autori di ripetuti furti avvenuti nel luglio dello scorso anno nella zona di monte Salario (vicino ad Ajaccio).
Condanne pesanti, “esemplari”, che aggravano il dramma di Gianni Icardi, commerciante di 47 anni in carcere da 13 mesi esatti, nonostante sia malato (soffre di diabete e di ipertensione) e che le sue condizioni di salute siano in peggioramento – l’uomo ha perso quasi 20 chili di peso – e appaiano incompatibili con la detenzione (almeno per i parametri italiani). Il figlio Giovanni, 26 anni, rimasto in carcere fino all’ottobre scorso, è invece in libertà, ma ora su di lui pesa questa dura condanna.
«Certo, ricorreremo in appello. Siamo convinti di trovarci di fronte a una sentenza ingiusta. Ma, prima ancora, dobbiamo moltiplicare gli sforzi per fare uscire dalla prigione e riportare in Italia il signor Gianni. Nel nostro paese le vessazioni che hanno subito queste persone non sarebbero consentite. Altro che malagiustizia italiana», dice combattivo l’avvocato Luigi Fornaciari Chittoni del foro della Spezia, che assiste gli Icardi. Le autorità francesi hanno però finora respinto tutte le richieste di scarcerazione per Gianni Icardi e non hanno avuto esito neanche gli appelli della famiglia al governo e al ministero degli Esteri (italiani) per avere un aiuto istituzionale.
Giovanni e Gianni Icardi erano andati nel luglio del 2013 in vacanza in Corsica con le loro moto. Dopo 10 giorni, il 27 luglio, erano stati bloccati in malo modo da una pattuglia in borghese della polizia còrsa, che fra l'altro aveva fatto ruzzolare dalla moto il giovane. Modi rudi, secondo l’accusa, perchè i due avrebbero tentato di fuggire. Gli agenti li avevano arrestati e tenuti senza cibo né acqua per 48 ore, accusandoli di essere gli autori di una ventina di furti avvenuti ad Ajaccio dall'inizio di luglio. Da allora un calvario lungo ormai 12 mesi e, adesso, la condanna di primo grado.
I due Icardi vennero trovati in possesso di circa 2mila euro in contanti, di alcuni gioielli, di quattro caschi e di walkie talkie. Il processo, come riferisce Corse Matin, il quotidiano della Corsica, ha avuto momenti drammatici. “Voi vi siete presentati come turisti. Alle domande degli inquirenti (quando siete stati fermati e arrestati) avete detto che eravate in cerca di una spiaggia... Al Salario, sulle alture della città?”, ha incalzato il presidente durante l’udienza. Gianni Icardi, riferisce Corse Matin, non risponde, così come tace quando il giudice ricostruisce come fosse arrivate in Corsica con una ventina di persone con 5 camper e quattro moto e di come il proprietario del camping in cui alloggiavano avesse riferito che “partivano al mattino e tornavano solo la sera”. “L’italiano, riferisce ancora il quotidiano”, ha seguito il processo visibilmente affaticato, restando sempre a testa bassa. Pascal Garbarini, l’avvocato della difesa, ha ammesso solo un fatto, un furto di gioielli, ma non degli altri sette di cui viene imputato. Ha contestato che il suo cliente sia da 13 mesi in prigione per questo fatto e ha rimarcato le cattive condizioni di salute di Icardi.
Poi, la sentenza. Per padre e figlio l’incubo Corsica continua.
Claudio Figaia
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