Il dolore
Condannato dalla Corte dei conti
Collaboratore scolastico fece un incidente con il furgone dell’Agrario, ora deve pagare i danni
BAGNONE. Con il furgone della scuola si schiantò contro un altro mezzo. Per colpa di un colpo di sonno. La Corte dei Conti lo ha condannato a risarcire il Miur (Ministero dell’Istruzione), proprietario del veicolo danneggiato nello scontro, con una somma di 2.363 euro. Una disavventura, una beffa, vista dal lato della “vittima”, il signor Stefano Iaria, collaboratore scolastico dell’istituto Pacinotti di Bagnone, il quale ha sempre sostenuto che su quel furgone Fiat lui c’era sostanzialmente per ragioni legate al lavoro e che il colpo di sonno che provocò l’incidente fu anzi una conseguenza del superlavoro a cui era costretto. Una giusta condanna per il presidente della sezione giurisdizionale toscana della Corte dei Conti Francesco Pezzella che (assieme ai consiglieri Carlo Greco e Angelo Bax) ha firmato la sentenza in cui ravvisa “colpa grave” nel comportamento di Iaria.
La vicenda risale al mattino del 4 ottobre 2012 quando il collaboratore scolastico, nel percorso verso la scuola, in località La Madonnetta a Ponzano Magra, invade la corsia opposta e si scontra con un’auto. I conducenti se la cavano, per fortuna con qualche contusione (e molta paura). Ma per Iaria è comunque l’inizio di un guaio. La direzione dell’azienda agraria di Soliera, a cui fa capo il Pacinotti, fa sapere che il dipendente aveva utilizzato il furgone “a totale insaputa dell’amministrazione”, a partire dal pomeriggio del giorno precedente, per tornare a casa in quanto non aveva la sua auto. Una irregolarità che costò al collaboratore la sospensione dal servizio (e della relativa retribuzione) per 10 giorni. Ma era solo l’inizio.
Del caso si occupa anche la magistratura erariale, che porta in giudizio il dipendente incidentato per avere provocato, con la distruzione del furgone, un danno all’erario.
Iaria, assistito dagli avvocati Daniele Biagini e Francesco Bertolini, si difende spiegando come il suo lavoro (addetto agrario con attività legate alla creazione e produzione di prodotti agricoli, frequentazione di laboratori ecc.) gli imponessero con frequenza l’utilizzo del furgone, che gli veniva concesso con autorizzazioni sempre verbali. Riferisce anche, il collaboratore, che il furgone della scuola lo guidava sempre con la massima attenzione dovuta e che anche quel mattino procedeva a velocità contenuta e con prudenza. Solo che per la stanchezza, dovuta a giorni di mancato riposo e alle ore di lavoro straordinario accumulate, racconta, aveva avuto quel maledetto colpo di sonno. Nel verbale dei vigili urbani di Santo Stefano intervenuti sull’incidente, in realtà, compare una versione un po’ differente: il colpo di sonno viene attribuito a una notte in bianco seguita a una indigestione. Nessuna colpa grave, e tantomeno dolo, sostengono insomma i difensori.
Non per il tribunale della Corte dei Conti. “A parere del collegio sussiste colpa grave”, dicono i giudici nella sentenza. Ma le loro argomentazioni sono sottili: “Non decisivo – sostengono – appare il dato dell’autorizzazione all’uso del veicolo” (anche se, fanno osservare, dovrebbe sempre avvenire in forma scritta). Ma è proprio l’ammissione di essersi messo alla guida del furgone dopo una notte insonne per un’indigestione – è l’argomentazione della Corte – e cioè avendo adottato una condotta che potrebbe avere avuto conseguenze ben più gravi, appare ascrivibile quanto meno alla colpa grave”. Da qui la condanna a risarcire il ministero e, quindi, l’istituto agrario per il furgone distrutto. I giudici però, hanno tagliato di parecchio le richieste dell’accusa. Il danno all’erario chiesto dalla Procura era di 6.863 euro derivante dal valore del mezzo (6mila euro) e dal costo per la rottamazione (683 euro). Il tribunale, considerato che il mezzo era vecchio (immatricolato nel 2000) e usurato (100mila chilometri percorsi) e che dopo l’incidente era stato demolito, ha ridotto a 2.363 euro il danno da risarcire a favore del Miur.(c.f.)
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