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Duplice delitto, arrestato complice di Mazzi

Duplice delitto, arrestato complice di Mazzi

Secondo gli inquirenti Adil Amroui ha aiutato l’assassino a uccidere Fruzzetti la notte di Natale: «Teneva la vittima»

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MASSA. La notte di Natale Andrea Mazzi non era solo quando uccideva a coltellate Andrea Fruzzetti, 23 anni, ed Enrico Baria, 30 anni. A dargli manforte l’amico di sempre, Adil Amroui quel ragazzo italiano di origini marocchine di ventitrè anni che nella prima versione dei fatti aveva detto di essere stato aggredito da «quelli di Montignoso» perché extracomunitario. Invece dopo otto mesi di indagini il nucleo investigativo dei carabinieri ha trovato l’ultimo tassello del puzzle e ha chiuso il caso. Il gip Fabrizio Garofalo ha disposto gli arresti domiciliari per Amroui, ma ieri mattina durante la notifica del provvedimento gli uomini del capitano Giuseppe Saccomanno hanno trovato due mazze di legno, probabilmente utilizzate in qualche rissa, e della droga (vedi box a fianco) e così la custodia cautelare è diventata carcere.

Non è stato semplice per gli inquirenti arrivare in fondo a questa vicenda, ma alla fine sia il sostituto procuratore Rossella Soffio sia il capitano Saccomanno sono riusciti a mettere in ordine le oltre settanta testimonianze che hanno raccolto e trovare quella prova che poteva dimostrare la colpevolezza dell’italomarocchino. «Secondo la nostra ricostruzione - spiegano gli inquirenti - Amroui ha bloccato Andrea Fruzzetti e poi Mazzi ha scagliato il fendente che gli ha spaccato il cuore». Visto il sangue e il morto Adil scappa dalla scena del delitto, mentre Mazzi prosegue come una furia inseguendo il fratello della vittima. In via Beatrice però gli si para davanti Baria che tenta di farlo ragionare, ma viene accoltellato pure lui. Forse il colpo non doveva essere mortale nelle intenzioni dell’assassino, ma il pugnale stile Rambo è devastante e fa collassare un polmone. Lasciando il trentenne senza scampo.

Mazzi avrebbe ucciso ancora, l’altro Fruzzetti, e stavolta a parlare sono le riprese delle telecamere di videosorveglianza di piazza Mercurio che lo mostrano pronto a scagliarsi contro l’avversario. Fruzzetti sembra quasi implorarlo. Ma lui affonda la lama lo stesso, senza però colpire punti vitali. Poi fugge via. Il video i carabinieri lo hanno definito allucinante. Mazzi sembra come accecato dall’odio e vorrebbe colpire la persona che ha davanti al torace. Non ci riesce soltanto per un caso, forse perché è spossato dalla mattanza che ha appena compiuto poche centinaia di metri più in là.

La figura di Amroui non è di secondo piano in questa vicenda. Anzi, per questo è accusato di concorso in omicidio. Il nucleo investigativo dalle testimonianze raccolte si è fatto l’idea che ad accendere la lite tra i due gruppi quella sera sia stato proprio lui, entrando nel circolo dove i montignosini stavano festeggiando un compleanno. Viene cacciato in malo modo e decide di vendicarsi. Chiama Mazzi e lo aiuta nella rissa che si scatena in via Beatrice prima e in piazza Mercurio dopo. Alla fine scorre il sangue. Adesso i due amici si trovano nel carcere di Massa e per loro le cose si mettono davvero male. Perché la premeditazione a questo punto sarà difficile smontarla per i legali della difesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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