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Sicurezza idraulica, anche i privati devono pulire

CARRARA. Nell’ambito delle attività per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, la commissione Lavori Pubblici del Comune di Carrara sta mettendo a punto un regolamento sulla gestione dei...

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CARRARA. Nell’ambito delle attività per la messa in sicurezza idrogeologica del territorio, la commissione Lavori Pubblici del Comune di Carrara sta mettendo a punto un regolamento sulla gestione dei canali privati: il testo vuole disciplinare gli obblighi a cui sono soggetti i cittadini i materia di manutenzione, esercizio e pulizia di fossi di loro proprietà.

Il nostro territorio è sempre più soggetto a violenti nubifragi che spesso provocano grandi disagi e danni alla popolazione. Ne è una dimostrazione quello che è accaduto lo scorso 26 luglio quando, in sole 2 ore, sono precipitati 74 millimetri di pioggia, che hanno mandato in tilt diverse strade e provocato allagamenti. Le due alluvioni del novembre 2012 e quella del settembre 2003 hanno innescato una corsa alla messa in sicurezza idrogeologica su fiumi e canali, per prevenire o quanto meno limitare i danni provocati dalle cosiddette “bombe d’acqua”.

Ma le grandi opere finanziate dalle istituzioni sui principali corsi d’acqua, dal Carrione al Parmignola, da sole non bastano e per migliorare il deflusso del reticolo idrografico, ed evitare allagamenti e intasamenti pericolosi, bisogna intervenire anche sui canali minori. Per questo la commissione Lavori Pubblici del Comune di Carrara sta lavorando a una bozza di regolamento per la gestione dei fossi privati, in cui vengono elencati tutti i comportamenti a cui si devono attenere i cittadini che hanno un canale di proprietà.

Si tratta del cosiddetto “reticolo idrografico minore” ovvero quella ragnatela di piccoli corsi in cui si incanala l’acqua piovana o di scolo e che hanno una indispensabile funzione idraulica.

Il regolamento elenca i divieti e i permessi a cui i proprietari si devono attenere nella gestione dei loro canali: coperture, intubamenti e qualsiasi intervento che limiti il deflusso delle acque è vietato, così come ingombrare l’alveo con alberi, terra o legno; la variazione di canali e argini e la costruzione di attraversamenti è consentita, ma solo previa autorizzazione.

Ai proprietari spetta inoltre l’obbligo di pulizia ed espurgo del canale, la manutenzione ordinaria e straordinaria, ovviamente nel tratto di loro competenza.

In caso di inadempienza, si legge nel regolamento, dopo gli avvisi del caso, il Comune procede all’esecuzione dei lavori, addebitando le spese al proprietario, con una maggiorazione del 20%: chi viola il regolamento è passibile inoltre di sanzioni che vanno dai 25 ai 500 euro, salvo che il fatto non costituisca reato.

La bozza di regolamento, che si applica anche ai fossi di proprietà del comune, è ancora in discussione presso la commissione Lavori Pubblici: raccolte le proposte e le osservazioni dei consiglieri ed effettuate eventuali modifiche, il testo dovrebbe approdare a breve in consiglio comunale.

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