Il Tirreno

Nca, la giornata decisiva Incontro con Costantino

Sul tavolo la richiesta di ritirare licenziamenti e lettere di contestazione Gozzani (Cgil): «Via dal tavolo delle trattative la pistola del ricatto del lavoro»

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CARRARA. Giornata cruciale per la vicenda Nca. Si terrà stamani infatti il faccia a faccia fra il sindaco, Angelo Zubbani, e la proprietà di Nca, sui licenziamenti e le lettere di contestazione recapitate nelle settimane scorse ad alcuni dipendenti, tra cui due Rsu. Contestualmente prenderà vita fuori dal cantiere una nuova mobilitazione dei lavoratori, che, dopo il partecipato presidio di settimana scorsa – hanno partecipato almeno cento persone - tornano quindi a riunirsi davanti ai cancelli della fabbrica: otto ore di sciopero con picchetto per dire “no ai licenziamenti”. Inizia oggi quindi la parte più delicata della trattativa dove entrano in ballo direttamente le istituzioni.

Dopo l'incontro con la proprietà, nel pomeriggio, sindacalisti, rsu e amministratori locali partiranno infatti alla volta di Firenze per fare il punto della situazione con l’assessore toscano al lavoro, Gianfranco Simoncini. E se da quell'incontro non uscirà il risultato sperato i sindacati si dicono pronti a partire questa volta per Roma, per portare l’intera vicenda all’attenzione del governo.

Tante le adesioni date alla mobilitazione indetta dai metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm con il sostegno dei confederali Cgil, Cisl e Uil.. «La lotta che gli operai di Nca stanno conducendo contro i licenziamenti, le sanzioni discriminatorie e il clima “ottocentesco” che l’azienda sta cercando di imporre è una lotta che travalica i confini del cantiere e riguarda direttamente tutti i lavoratori e tutta la città», scrive in una nota il Partito dei Carc che prende atto positivamente della presa di posizione dell’Amministrazione comunale di Carrara in solidarietà ai lavoratori licenziati e chiede a quella di Massa «di seguirne l’esempio».

Dice il segretario della Cgil Paolo Gozzani: «E' arrivata una risposta confederale molto forte. Il nostro obiettivo è togliere dal tavolo delle trattative la pistola del ricatto del lavoro. E da lì ripartire per un confronto sereno e proficuo, per fare in modo che l'azienda possa operare favorendo l'occupazione, e non i licenziamenti, in un territorio come il nostro che ha grande interesse alla presenza del lavoro. E' positivo che questo stesso territorio abbia risposto con questo grande impatto alla nostra mobilitazione».

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