Il Tirreno

Turista fa il rigatino e truffa duemila euro a hotel e ristorante

Turista fa il rigatino e truffa duemila euro a hotel e ristorante

Si è dileguato prima di pagare il conto ed è stato denunciato. Aveva ospitato gli amici, dicendo che ci avrebbe pensato lui

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MARINA DI MASSA. Sembrava una persona distinta, uno di quei clienti che vuole fare una vacanza perfetta e che per realizzare il suo desiderio non bada a spese. E infatti non ha badato a spese, anche perché non aveva alcuna intenzione di pagare il conto. Per dirla col linguaggio del conte Mascetti ha fatto il rigatino, ovvero se ne è andato lasciando qualche bagaglio inutile senza scucire un centesimo. Né all’albergatore, di un quattro stelle di Marina, né al ristoratore che lo aveva ospitato insieme ad alcuni amici per un pranzo davvero sontuoso, a base di frutti di mare e di champagne. Tra pernottamento e cibo si è scordato di saldare più o meno duemila euro.

Eppure si presentava davvero bene. Milanese, 38 anni, elegante. Tutto sommato affascinante. Insomma, aveva l’aria del classico cummenda: uno che quando passava faceva dare di gomito le donne che ne lodavano l’abbigliamento griffato. Invece oltre che truffatore il milanese era anche un topo di albergo. Grazie alla fiducia che tutti avevano per il lombardo dai modi gentili, lui si aggirava indisturbato per le camere e arraffava quello che trovava: soldi, gioielli oppure orologi. Ma è stata proprio questa sua passione per la roba altrui a smascherarlo. Perché la polizia, chiamata dal responsabile del quattro stelle, intervenuta per trovare il colpevole di quella raffica di furti non ha trovato così affascinanti i modi di quel milanese che alla vista delle divise cercava sempre di allontanarsi più che poteva: fingendo di dover rispondere a una chiamata di lavoro, piuttosto che inventando appuntamenti improbabili.

Così gli agenti hanno cominciato a fare un po’ di domande agli altri ospiti dell’hotel, proprio sul conto del fantomatico cummenda. Scoprendo che aveva scroccato qualcosa un po’ a tutti (dall’aperitivo in veranda al toast al bar). Anche se la cosa che alla fine ha fatto cadere i sospetti sul trentottenne è stato un pranzo consumato con altri villeggianti in un ristorante della costa. Al momento di pagare aveva finto un cattivo funzionamento del bancomat, promettendo di saldare il conto non appena tornato in albergo (con tanto di telefonata rassicurante fatta dalla reception dell’hotel). Invece non solo ha buggerato il ristoratore, ma ha truffato pure l’albergatore: con il rigatino. Si è inventato un impegno in banca e ha lasciato in pegno una grossa valigia. Nessuno ha sospettato che fosse un trucco, dandogli il tempo per dileguarsi. E lui ha fatto marameo. È stato denunciato sia per il doppio raggiro sia per la raffica di furti. Ma è libero e decisamente abbronzato, in attesa di un processo che si farà tra un bel po’ di tempo.

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