Il Tirreno

Permessi dimezzati, sindacati in crisi

Permessi dimezzati, sindacati in crisi

I tagli della ministra Madia colpiscono soprattutto in Provincia. E in Comune distacchi quasi azzerati

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MASSA. Dimezzati i distacchi, tagliati i giorni e le ore di permesso per chi fa attività sindacale. La scure della spending review del governo Renzi (in questo caso sotto forma della circolare della ministra Marianna Madia) cala anche sui sindacati del settore pubblico. Con qualche effetto pesante anche a livello locale. Specie in Provincia.

Se al Comune di Massa il taglio dei lavoratori in distacco sindacale è già stato fatto senza grandi scossoni e se il monte ore permessi a disposizione dei delegati è stato intaccato in minima misura, a Palazzo Ducale, dove si concentra un numero maggiore di dipendenti con ruoli attivi nelle organizzazioni sindacali, ci sono problemi.

Vediamo meglio. Il provvedimento della ministra Madia non tocca le attività delle Rsu, ossia dei rappresentanti dei lavoratori interni agli enti, ma soltanto quei dipendenti che svolgono attività sindacale anche fuori dal luogo di lavoro (ad esempio: segretari di categoria, confederali ecc.). Ebbene, al Comune di Massa ci sono al momento due esponenti della Cgil in distacco sindacale (in sostanza: che non lavorano per fare i sindacalisti, ma percepiscono lo stipendio) a tempo pieno e uno della Cisl in distacco al 50%. Dal 1 settembre, lo hanno comunicato gli stessi sindacati, il distacco part-time della Cisl sarà revocato e uno dei due distacchi Cgil verrà trasformato in aspettativa non retribuita (in sostanza: il delegato continuerà a fare il sindacalisti ma non sarà retribuito dall’ente). Il dimezzamento invocato dalla Madia, dunque, è in pratica già definito. Anche per quanto riguarda il monte ore per permessi sindacali la situazione in municipio è tranquilla. Le ore sfruttate dai sindacalisti sono state finora molto poche: 6 ore dai 6 delegati Cisl (che hanno diritto a un totale di 135 ore); 9 ore sfruttate dai 3 cigiellini (su un monte ore di 94); 18 ore sfruttate dai 2 della Uil (su 52 disponibili). Il dimezzamento delle ore, dunque non crea grossi disagi.

Ben diversa la situazione in Provincia dove le ore di permesso sono state tute esaurite dai sindacalisti, impegnati nella prima parte del 2014 nei congressi delle loro conferedazioni. Per loro continuare a fare attivitrà sindacale significa ora ricorrere alle loro ferie o chiedere permessi non retribuiti che solo se il sindacato avrà le risorse sufficienti potrà loro rifondere.(c.f.)

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