Il Tirreno

«Le genti di Jannacci» in mostra a Fivizzano

Inedita forma di omaggio al cantautore-poeta milanese con 50 personaggi illustrati delle sue canzoni

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FIVIZZANO. Sabato prossimio, alle ore 16, l’inaugurazione, presso la biblioteca civica “E. Gerini”, della mostra “La mia gente, Enzo Jannacci, canzoni a colori”, dedicata al grande artista e poeta milanese, attraverso l’esposizione di cinquanta personaggi illustrati dalle sue famose canzoni.

La mostra sarà preceduta dal convegno al quale parteciperanno Paolo Grassi, sindaco di Fivizzano, Paolo Marini, delegato comunale alla cultura, Marina Babboni, dirigente alla cultura della Provincia di Massa Carrara, Almo Puntoni, presidente della Caritas provinciale, Raffaele Carissimo per la Fondazione Casa Cardinal Maffi.

Poi Selene Bertolini, responsabile del programma di accoglienza Richiedenti asilo e Mario Guastalli, dirigente Società della Salute della Lunigiana.

L’idea di rendere omaggio a Enzo Jannacci e di utilizzare lo strumento della sua poetica musicale, nasce dall’esigenza di far riflettere sulle numerose problematiche dell’esclusione sociale e della “marginalità” che subiscono alcune classi sociali a cui viene a mancare il riconoscimento dell’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità.

«L’assenza di integrazione è assenza di uguaglianza - si legge nella nota di presentazione - in quanto comporta una stratificazione sociale immobile e immodificabile: ai ceti subordinati vengono sottratte le opportunità e le condizioni di vita riconosciute invece ai ceti sovraordinati.

Enzo Jannacci, questi concetti li conosceva ed esprimeva con una forte valenza etica, all’interno del proprio lavoro di cantautore e autore teatrale e televisivo, e di medico che constatava quotidianamente, sulla carne delle persone, il dolore e la sofferenza. Egli, con largo anticipo rispetto all’evoluzione dei fenomeni che si sarebbero verificati negli anni a venire, ha trattato con ironia surreale le tematiche del rispetto per il lavoro manuale ed umile contro lo sfruttamento e il capitalismo, rivolgendo la sua attenzione alla povera gente senza pietismi o manierismi.

Il giornalista, saggista e studioso della canzone italiana Andrea Pedrinelli, autore del libro “Roba minima (mica tanto): tutte le canzoni di Enzo Jannacci”, a proposito dell’artista, parla di «un signore diviso tra la medicina del corpo e quella dell’anima, capace di resistere alle tante censure e banalizzazioni di chi ancora oggi lo definisce “un clown”, per cantare emarginazione, razzismo, lavoro minorile, droga, malasanità, mafia, malapolitica, televisione senza morale».

«Con la mostra di Fivizzano: “La mia gente, Enzo Jannacci, canzoni a colori”, e attraverso la sensibilizzazione ai temi trattati cercheremo di comprendere l’eredità umana di un artista che amava dire:...non si traffica con la coscienza. Mai. Se si rinuncia alla dignità una volta, la si è persa per sempre» conclude la nota.

La mostra rimarrà visitabile presso la biblioteca civica fino al 20 settembre.

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