Il Tirreno

Il parco Padula come Dynamo Camp La proposta di Tozzi

di Melania Carnevali

Il presidente della Consulta per l’Handicap lancia un’idea: fare del polmone verde un campus per ragazzini disabili

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CARRARA. Un centro specializzato per disabili, con pizzeria, bar, giardino, percorsi artistici e zona per le attività ricreative aperta a tutti.

È così che il presidente della Consulta per l'Handicap del Comune di Carrara, Pier Angelo Tozzi, immagina il parco della Padula, in questi giorni sotto i riflettori per le vicende di abbandono e degrado e per il furto della civetta di Robert Morris.

Si tratta di un progetto sicuramente ambizioso, ma che, secondo Tozzi, avrebbe anche un ritorno occupazionale immediato, oltre che d'immagine, per la città. Il modello di riferimento è quello del Dynamo Camp di Pistoia, un campus estivo rivolto a bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche, sia in terapia attiva sia nella fase di ospedalizzazione, dove gli ospiti vengono seguiti con attività ludiche e formative.

Uno dei problemi della città di Carrara, come di altre italiane, è infatti, quello di non avere strutture post-scolastiche per i ragazzi disabili. «Tutto il percorso fatto durante la scuola – commenta Tozzi – viene perso appena ultimata. E non solo si bloccano i progressi fatti in quegli anni, ma addirittura il disabile regredisce. I progetti a disposizione, poi, vengono svolti in spazi non sempre appositamente concepiti per tali esigenze ma, soprattutto, durano troppo poco».

Questa mancanza, associata alla presenza nel territorio di uno spazio come quello della Padula - che si presterebbe bene a qualsiasi tipo di progetto - ha fatto nascere l'idea di una “Padula secondo il disabile”: un campus con laboratori di lavoro, sale per il trattamento fisioterapico ma anche di intrattenimento, di lettura, ascolto musica. E poi pizzeria e spazi per lo sport aperto a tutti (a pagamento).

La struttura verrebbe gestita da una Ong – organizzazione non governativa – con professionisti del settore, che oltre a offrire un servizio assente nel territorio (quello dell'assistenza post-scolastica al disabile) garantirebbe anche la manutenzione del parco, che rimarrebbe comunque, in buona parte, aperto a tutti.

I servizi, infatti, sarebbero a pagamento - con agevolazioni e contributi in base al reddito - e coprirebbero sia le spese del personale sia quelle di gestione del parco. A questo si aggiungono i fondi della comunità europea stanziati per attività di questo tipo.

L'unico nodo da sciogliere è la fase di partenza.«Questo dipende sia dai benefattori che finanziano le Ong – commenta Tozzi – sia dal Comune stesso e da quanto crede in un progetto del genere. Questa è una proposta e non deve spaventare: è un'opera fattibile con lungimiranza amministrativa». Il presidente della Consulta lancia quindi un sasso in attesa che qualcuno lo colga.«Sarebbe un traguardo fondamentale per affrontare la complessità del disabile nel suo inserimento nella comunità – chiosa – ma anche un modo di apportare migliorie a un parco estremamente bello, come quello della Padula».

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