Il Tirreno

Auto rotte e pochi agenti La dura estate della polizia

Auto rotte e pochi agenti La dura estate della polizia

Nonostante le accuse dei sindacati all’inizio della stagione nulla è successo Roma ha inviato un numero esiguo di rinforzi e i problemi non sono stati risolti

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MASSA CARRARA. Non è stata un’estate facile per le forze dell’ordine, soprattutto per la polizia. Auto in panne, il caso delle divise e la mancanza di rinforzi sono stati problemi cronici. E se il sistema non è collassato è stato solo grazie alle sigle sindacali che hanno lasciato libera scelta ai propri iscritti in merito a due punti controversi che in un primo momento avevano chiesto di revocare (decisivo per il dietrofront anche l’intervento del ministero dell’Interno): le deroghe per consentire orari diversi da quelli previsti dal contratto di lavoro per i servizi di ordine pubblico, poliziotto di quartiere, uffici investigativi e per gli accompagnarnenti di stranieri alle frontiere; gli accordi relativi alla reperibilità pattizia, ovvero il particolare istituto che, per 10 euro, garantisce la presenza “h 24” di appartenenti agli uffici investigativi e alla polizia scientifica.

Nonostante la buona volontà degli agenti però non è stato semplice garantire la sicurezza. Anche perché ci sono state vetture di servizio ferme per un mese per una riparazione. Non solo: tutta la strumentazione in dotazione - dai computer alle fotocopiatrici - è obsoleta, al punto che molti file che dovevano essere esaminati perché possibili prove di reato non sono stati neppure aperti. E ancora: le divise non corrispondono alle effettive taglie degli uomini, sia perché le misure sono state prese due anni fa e sia perché le persone che dovevano ricevere quell’uniforme nel frattempo sono state pensionate o trasferite. «Una volta ci davano perfino il borsello, adesso è già tanto se ci consegnano giacca e pantaloni», si è lamentato un ispettore. Ma il vero problema che rischiava di mettere a rischio la sicurezza del territorio è stato il (quasi) inesistente invio di rinforzi estivi da parte di Roma. Sono stati richiesti una ventina di poliziotti e la capitale ne ha mandati meno della metà. Anzi, meno della metà della metà.

Il grido di allarme lo aveva lanciato il Sap attraverso il suo segretario provinciale Fabio Marulli: «Abbiamo denunciato pubblicamente le minime risorse relative alle apparecchiature tecnologiche, ai mezzi di servizio, e al vestiario che sta coinvolgendo tutto il personale della nostra provincia. Ma non è successo nulla da quando abbiamo lanciato l’allarme. La situazione è sempre uguale».

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