Italia
Volpi e volpiani nel Pd Una giunta monocolore
Il sindaco, gli assessori Rutili, Sdoga e Fiori e tutti i consiglieri delle liste civiche annunciano l’ingresso nel partito democratico. «Il civismo non basta più»
MASSA. Tutti nel Pd. Il sindaco Alessandro Volpi, gli assessori Giovanni Rutili, Silvana Sdoga, Mauro Fiori – cioè i tre amministratori in quota alle liste civiche targate Volpi – e , insieme a loro, tutti i consiglieri comunali eletti in quelle liste civiche, hanno annunciato la loro imminente adesione al Partito democratico. Il primo effetto di questo passaggio, annunciato ma comunque clamoroso è già evidenti. La nascita di una specie di monocolore in città: una giunta con primo cittadino e cinque assessori con tessera del Pd in tasca; un consiglio comunale con maggioranza assoluta democratica: 17 consiglieri su 32. In secondo luogo, bisogna sottolineare che il Pd, con queste decisive new entry, torna ad “esprimere”, dopo due tornate elettorali, il sindaco della città capoluogo.
L’ufficialità dell’ingresso dei volpiani nei Democratici ancora non c’è, ma i giochi sono ormai fatti, tanto che lo ha annunciato pubblicamente lo stesso sindaco, domenica sera alla festa dell’Unità di Cervara. «Il percorso iniziato con le primarie, si conclude con il nostro ingresso nel Pd», ha detto Volpi, presente al dibattito di Cervara con la giunta al completo, indicando anche una data di massima per il tesseramento: il 4 settembre.
«Andiamo incontro a una serie di riforme degli enti locali in cui il civismo, che ha carattere prettamente municipale, non basta. Sta configurandosi una nuova dimensione regionale con una città metropolitana (Firenze) molto forte. Occorre attrezzarsi, bisogna immaginare un’opera di cucitura dei territori di Massa, Lucca, Pisa, Livorno, avviare una riflessione più organica per affrontare problemi complessi. I civismo si rischia di essere limitativo in questa prospettiva, c’è bisogno della forza di un grande partito in cui poter discutere anche dei grandi temi sociali e politici di rilevo non solo locale. Del resto si tratta di un percorso avviato già da tempo e questo tempo, dopo un anno di amministrazione e dopo l’approvazione di bilancio che consolida il patto di maggioranza, è maturo», dice Volpi.
Ma che fine farà Massa Lab? E quale sarà la fine del portato orgogliosamente alternativo – “noi siamo la società civile, non politici-politicanti” – e talvolta antitetico ai dirigenti di partito locali che caratterizza i movimenti civici massesi? «Non rinnego nulla delle esperienze fatte – risponde Volpi – e la nostra azione amministrativa non cambierà rotta. Ma la stagione politica è cambiata, non ha senso guardare all’indietro, il Pd, con Renzi è cambiato, si è aperto; noi aderiamo ad esso con la nostra identità, portando il nostro contributo».
Il sindaco nega poi che il recente via libera dato da Renzi alla ricandidatura di Enrico Rossi alla guida della Regione abbia avuto un ruolo in questo percorso: «No, è solo un caso che le due cose siano maturate negli stessi giorni». Soprattutto, Volpi, vuole sgombrare il campo da possibili dietrologie: «Non prendo la tessera perchè ho in programma di fare il deputato o perchè ambisco ad altri incarichi. Faccio il sindaco, voglio farlo bene e questa scelta mi aiuterà a farlo». Diffusa la soddisfazione in casa Pd: «Questo passaggio – dice il segretario comunale Adriano Tongiani – conferma la giustezza della scelta delle primarie aperte e il contributo di pwersone che provengono dal “civismo” permetterà al nostro partito di crescere ancora”.
«Valuto positivamente le nuove adesioni, si creano le premesse per lavorare bene in consiglio», dice a sua volta Domenico Ceccotti, presidente del consiglio comunale e già uno degli avversari pd di Volpi alle primarie.
Un altro capitolo della politica locale è aperto. (c.f.)
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