Il Tirreno

Sensori e telecamere, così proteggo casa

Corsa all’acquisto dei sistemi di allarme. L’esperto consiglia: «Con 2.000 euro dormite tranquilli»

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Corsa all’installazione dei sistemi di allarme anche per le abitazioni più modeste. In queste settimane si sta assistendo a un vero e proprio boom di domanda di sicurezza, ad andare per la maggiore sono i sistemi anti intrusione. E l’articolo più richiesto è il sensore che segnala la presenza di una o più persone in una proprietà. Poi vanno anche le sirene (a volte finte) per dissuadere i malintenzionati. La spesa per andare a letto o uscire tranquilli si aggira tra i duemila e duemilacinquecento euro. Per villette e appartamenti di lusso che nascondono tesori invece si può spendere anche dai settemila ai novemila euro, dipende dalla grandezza dell’immobile e dalla presenza o meno di giardino. A fare una panoramica sul mondo degli allarmi domestici è Ezio Signori, titolare della Tecnoservice, che in questi mesi sta installando parecchi impianti in zona. Anche ad anziani che con la pensione riescono a pagare soltanto a rate: «Noi cerchiamo di agevolare tutti, perché non sentirsi sicuri in casa propria è davvero terribile», spiega Signori. La Tecnoservice gestisce quasi quattrocento contratti (la manutenzione costa sugli ottanta euro all’anno). C’è veramente l’imbarazzo della scelta: i sensori da installare sotto il pavimento o il giardino, piuttosto che le videocamere night and day. Tutti sistemi collegabili con la propria utenza mobile o il numero di un istituto di sorveglianza privata. Il Gsm è infallibile, basta però stare attenti agli sms che avvisano del tentativo di intrusione. Perché anche il sistema di allarme più sofisticato non vale nulla se non si sta attenti. Un professionista in vacanza ha ignorato la bellezza di trenta messaggi di allarme. E intanto i ladri gli ripulivano casa. «Si è arrabbiato con noi - dice Signori -, ma francamente avrebbe dovuto fare un mea culpa». Poi ancora un consiglio: «Mettete sempre una sirena visibile. Pure se non collegata e quindi muta è un ottimo deterrente». Anche se l’avvertimento che arriva dopo è da ascoltare a orecchie ben aperte: «La sirena se è vera è meglio, perché i professionisti non si fanno imbrogliare».

Ma la tecnologia sta facendo dei passi da gigante in questo campo. Ci sono dei sistemi di allarme, anche a buon mercato, che prevedono l’uso di una app (per Android o Ipad) che gestisce fino a tre o quattro telecamerine e una decina di sensori: «Con lo smartphone non si può fare tutto quello che è possibile fare con un computer, ma basta e avanza se si vuole andare in ferie senza avere l’incubo di essere derubati», aggiunge Signori. E conclude: «Ormai proteggere la propria casa è un’esigenza, lo capisco parlando con i miei clienti. Tutta gente che ha già subito dei furti o che ha avuto un parente o un amico che è stato ripulito. Non costa molto e se lasciate fare a un tecnico specializzato non avrete brutte sorprese». Basta non ignorare i messaggi di allarme, altrimenti è tutto inutile.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa