Il Tirreno

Da orfanotrofio a Residenza sanitaria

Da orfanotrofio a Residenza sanitaria

Sabato l’inaugurazione della struttura assistenziale sorta nei locali dell’ex Leone XIII di Pontremoli

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PONTREMOLI. Sabato prossimo alle ore 18 nei locali dell’ex orfanotrofio Leone XIII in via Tellini si terrà l’inaugurazione dalla Residenza sanitaria assistenziale della Fondazione Galli Bonaventuri – Onlus.

Nata come adeguamento in chiave moderna della “Casa di Provvidenza Galli-Bonaventuri”, la nuova fondazione esprime nella RSA in fase di apertura la sua volontà di continuità e di adeguamento ai tempi.

La continuità, oltre che nella citata ispirazione di fondo, sta nella composizione dei suoi organi: presidente è il Vescovo pro-tempore della diocesi, oggi mons. Giovanni Santucci; vice presidente mons. Silvano Lecchini, direttore e segretario Mauro Musetti; altri cinque membri completano il consiglio di amministrazione.

L’adeguamento ai tempi è rappresentato dall’intuizione di realizzare una struttura ex novo, per non autosufficienti, nell’ala sud dell’ex Leone XIII, concesso in comodato d’uso dall’Eorcd, proprietario dell’immobile.

I locali di via dei Mille, sede storica della Fondazione, erano, infatti, da tempo bisognosi di interventi di adeguamento radicali e non più in grado di reggere alle sempre nuove esigenze.

Ora, a trasferimento degli ospiti avvenuto, si potrà pensare con calma alla loro destinazione. Nei locali rinnovati di via Tellini hanno trovato posto 9 camere da due e due camere da un letto (tutte con bagno interno), capaci di accogliere un totale di 20 ospiti.

Nell’intervento di ristrutturazione dell’immobile è stato investito più di 1 milione di euro, totalmente autofinanziati dalla Fondazione. Una vera e propria impresa, per le caratteristiche dell’ente, iniziata nel 2010 e giunta alla conclusione dopo il superamento di mille difficoltà operative e burocratiche.

Gli interni e l’arredamento sono stati attentamente studiati e realizzati per costruire attorno agli ospiti un ambiente il più accogliente possibile.

Gli spazi comuni vanno dai soggiorni alla sala da pranzo, alla palestra, agli ambienti per la cura della persona, a quelli per le attività occupazionali, all’ambulatorio medico; altrettanto varie le figure professionali legate alle diverse attività.

Dopo la cerimonia di inaugurazione, si prevede di completare il trasferimento degli ospiti entro l’inizio del mese di ottobre, poi la nuova Rsa potrà iniziare a funzionare a pieno ritmo.

Per la città, già colpita dalle «partenze» del tribunale e del convento dei Cappuccini, annoverare l’apertura di simili strutture significa riprendere consistenza sociale, nonchè fornire servizi sempre più richiesti.

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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