Il Tirreno

Apre la caccia, ma non c’è un vero piano

Apre la caccia, ma non c’è un vero piano

Il presidente della Libera, Andrea Draghi annuncia la possibilità di una class action delle doppiette

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MASSA CARRARA. Sarà il 1 settembre la giornata di "preapertura" della caccia in Toscana. Lo stabilisce una delibera della giunta regionale approvata ieri.Ecco a quali specie, nella nostra provincia, sarà consentita l'attività venatoria "da appostamento", con orario dalle 6 alle ore 19 (ora legale): tortora (Streptophelia turtur), colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia.

Non mancano le polemiche. Andrea Draghi, presidente provinciale dell’associazione Libera Caccia spara a zero: «Ancora una volta si apre una stagione venatoria dove le istituzioni che sono chiamate a legiferare in materia sono totalmente assenti, e non da ora ma da diversi anni. Siamo addirittura alla scadenza naturale di un Piano Faunistico Venatorio, quello 2012/2015 appunto, che non è addirittura mai nato. Ma che ha visto un impegno di ingenti somme spese. Un piano che ci era stato proposto come la panacea e che doveva essere integrato in un piano molto più efficace per l'attività venatoria ma anche e soprattutto nei confronti del comparto agricolo»

Draghi ricorda il piano da 5000 pagine che« aveva fatto nascere aspettative importanti e che invece non è nato neppure lui».

Draghi ricorda la necessità di una revisione delle aree vocate e non vocate per la caccia agli ungulati, «ormai obsolete, intervenendo di fatto ad un controllo vero della salvaguardia delle colture agricole. Con non poche aspettative da parte delle squadre di caccia al cinghiale che sono in attesa di una modifica sostanziale dei regolamenti vigenti ormai superati e farraginosi, e di una rivisitazione di alcune zone di caccia che così non vanno nella direzione giusta».

E ancora: «Senza contare le aspettative dei cinofili e di quelli che ancora praticano la difficile caccia alla selvaggina così detta nobile stanziale. Tutto questo non avverrà, visto che nulla si è fatto. Anzi siamo al ridicolo, non si è addirittura voluto intervenire nemmeno sul calendario venatorio regionale andando a dettare le esigenze dei diversi territori provinciali su aperture , chiusure e prelievi».

E Libera Caccia annuncia che sta valutando di fare una class action «per rimborsare i cacciatori tutti di una mancanza grave dovuta per legge che non ha potuto realizzare le loro aspettative. Chiediamo inoltre una convocazione da parte dell'assessore alla caccia della Regione Toscana per valutare le azioni da intraprendere».

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