Attenzione
Nessuna autopsia, ma l’indagine va avanti
Il medico legale visionerà il rapporto del 118. Il ragazzo aveva mangiato prima di toccare l’acqua
MASSA. Sull’incidente nella piscina di villa Dosi la procura ha aperto un fascicolo, in mano al sostituto procuratore Roberta Moramarco. Il pm quando è stata avvisata che i genitori avevano dato il consenso per l’espianto degli organi ha chiamato il medico legale Maurizio Ratti per chiedere se questo poteva pregiudicare un eventuale esame autoptico. È stato il dottore a tranquillizzare il magistrato: nessuna autopsia, la sua relazione verterà sulla documentazione del 118 e degli operatori che hanno prestato il primo soccorso a Pietro Ravera. I carabinieri di Pontremoli intanto hanno raccolto diverse testimonianze e tutte concordano con il fatto che l’adolescente prima di tuffarsi aveva pranzato. E aveva mangiato anche tanto, come faceva di solito. Non si è buttato in acqua immediatamente, ma non era passato troppo tempo. Qualcuno ha detto mezz’ora, ma non c’è certezza su questo punto. Certo è che è stata una congestione fulminante che gli ha fatto perdere i sensi e di fatto ha strappato la sua giovane vita.
Ratti si farà consegnare dal pubblico ministero tutto quanto, anche il file della telefonata al centralino del 118. Una voce maschile avvisa l’operatore che un ragazzo è annegato in piscina e chiede di fare presto perché ha smesso di respirare. Il dottore è arrivato immediatamente ed è stata la tempestività del soccorso a dare l’illusione di poter salvare il giovane. Il medico legale acquisirà il rapporto stilato dal collega e quindi tirerà le sue conclusioni. La relazione dovrebbe arrivare con tanto di firma sulla scrivania di Moramarco entro la fine della settimana o al massimo l’inizio della prossima. Anche perché da quello che traspare la congestione appare conclamata. Nessuna responsabilità medica, quindi. Né tantomeno di terzi: Pietro ha fatto un tuffo e il destino ha voluto che accadesse l’irreparabile. La decisione della procura, su consiglio di Ratti, di non fare l’autopsia ha salvato almeno altre quattro vite umane. Se il sostituto procuratore non avesse dato il via libera non sarebbe stato possibile espiantare gli organi che stanno per essere trapiantati su due bimbi, una ragazzina e un adulto.
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