Sicurezza
Muore in casa intossicata dai fumi
Le esalazioni del divano bruciato dalla sigaretta hanno ucciso la 57enne Marilena Pennacchi, malore per la sorella
CARRARA. È morta in casa, intossicata dal fumo del divano del salotto. Si era sdraiata per riposare, con la sigaretta accesa: questa avrebbe provocato la lenta combustione del divano, e le esalazioni mortali. Non ci sono state fiamme, nessuno dei vicini di casa ha visto nulla: solo un odore acre che dalle tre del pomeriggio di domenica si faceva sentire a tratti dalle finestre aperte. Pensavano che quell’odore di plastica bruciata fosse collegato a un guasto ai circuiti elettrici del citofono, avvenuto qualche giorno prima. Invece in quell’appartamento al secondo piano del caseggiato popolare di viale Monzone, alla periferia di Marina, si stava consumando una tragedia. In silenzio, senza che nessuno si accorgesse di nulla. Quel fumo, dall’odore pungente, ha strappato la vita a Marilena Pennacchi, una casalinga di 57 anni che viveva con la sorella Tamara. È stata proprio lei, al rientro con la spesa della settimana a trovare Marilena a terra, accanto al divano. Ha fatto cadere le borse a terra, Tamara, ha sentito che l’aria nell’appartamento era irrespirabile: le finestre, chiuse, l’avevano trasformato in una camera a gas. La sorella forse aveva provato ad alzarsi, ad andare alla finestra ma ormai era troppo tardi. È rimasta a terra, in mezzo alla stanza. Accanto al divano che, fino all’arrivo dei vigili del fuoco ha continuato, per combustione, ad emettere quei fumi nocivi che hanno ucciso Marilena.
Le urla di Tamara, quelle sì, le hanno sentite tutte in quei caseggiati di mattoncini gialli dai marciapiedi sconnessi e il piccolo giardino con gli alberi di pino. Si è messa subito in moto la macchina dei soccorsi, sono arrivati i vigili del fuoco (la caserma è proprio vicino al luogo della tragedia) , le ambulanze e i carabinieri.
I volontari hanno provato per mezz’ora a rianimare Marilena ma è stato inutile. Quando Tamara se ne è accorta è crollata a terra, in preda allo choc. Anche per lei è stato necessario un ricovero in ospedale: sulla barella che la caricava in ambulanza continuava a piangere e a chiamare la sorella.
Una tragedia che ha lasciato senza parole i vicini di casa della popolosa zona che da viale Monzoni incrocia con la Covetta. Quelle due sorelle, che da qualche anno vivevano insieme le conoscevano tutti in quel quartiere. «Facevano una vita molto riservata - dicono adesso con lo sgomento negli occhi i vicini - Quello che ci lascia senza parole è non esserci accorti di nulla. Non c’erano fiamme, nessuno avrebbe pensato a un incendio. Solo quell’odore, lo stesso che si sente ancora».I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per fare spegnere il focolaio che aveva intaccato il divano di materiale plastico del salotto dell’appartamento in cui ha perso la vita la 57enne. La combustione, lenta, causata molto probabilmente da un mozzicone di sigaretta spento male accanto al divano, sarebbe cominciata presto, nel primo pomeriggio. La donna si sarebbe addormentata con la sigaretta e in un primo momento non si dovrebbe essere accorta di nulla e, con le finestre chiuse - forse a causa di un tempo non proprio estivo - si era addormentata . Poi, stando alle prime ricostruzione dell’incidente, dovrebbe essersi svegliata e aver avvertito il cattivo odore, ma non ha fatto in tempo a raggiungere la finestra.
La sorella, rientrando a casa, non aveva notato nulla di strano. Solo dopo aver aperto la porta ha visto la sorella sdraiata a terra, ha sentito l’odore acre del fumo e ha capito, solo in quel momento, che era successo qualcosa di terribile. Ormai era troppo tardi.
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