Il Tirreno

«I saldi aiutano ma non tirano più come anni fa»

«I saldi aiutano ma non tirano più come anni fa»

I commercianti fanno il bilancio del periodo di sconti «La capacità di spesa dei cittadini si è ridotta parecchio»

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MASSA. Che l'assalto ai negozi, tipico del periodo di saldi, non esista più è ormai un dato di fatto. Dalle grandi metropoli ai piccoli comuni, gli acquisti di beni secondari (vestiti, scarpe, accessori, libri..) ha vissuto una progressiva diminuzione: la crisi, la mancanza del lavoro, l'inevitabile taglio alla spesa. Ma un'altra cosa è certa: i saldi aiutano – un po' - a vendere. Anche in città, dove a tirare le fila degli acquisti sono soprattutto i giovani, quelli con il lavoro stagionale, che vivono ancora con i genitori, che non devono preoccuparsi di pagare l'affitto e spendono “senza problemi” i loro soldi nell'ultimo capo alla moda. Anche le donne, poi, sono più spendaccione degli uomini e aspettano con ansia i saldi per darsi allo shopping sfrenato. Lo dicono i commercianti del centro storico, che dopo un mese di promozioni fanno un primo bilancio delle vendite. Basse rispetto a cinque, sei anni fa, ma buone rispetto al resto dell'anno. «I saldi aiutano a smuovere le vendite che altrimenti rimarrebbero congelate tutto l'anno», commenta Michela Menchini, una delle due responsabili del franchising Rossella Carrara, in via Bastione. Nel suo negozio si trovano accessori, borse, parei, costumi, scarpe, tutto low cost.«Vendiamo perché siamo in grado di andare incontro alle esigenze del cliente – spiega – Con la gentilezza, la disponibilità, ma anche con il prezzo: è vero che ci sono i saldi ma non stiamo attaccate ai 50 centesimi. E' così che le signore vengono e fanno acquisti». Bene le vendite anche nello storico negozio di abbigliamento “Matelli” in piazza della Misericordia e da “Fools” in via Ghirlanda. La giovane titolare, Gaia Coppa, spiega perché:«Matelli è ormai un negozio storico punto di riferimento per chi cerca determinate marche, mentre da Fools abbiamo la posizione privilegiata, sotto il Comune e accanto a una pizzeria molto frequentata. Vendiamo soprattutto ai giovani, ma anche a molte donne, ma vendiamo solamente perché ci sono i saldi. D'altronde la crisi c'è, i soldi mancano e i ragazzi aspettano il periodo delle promozioni per fare acquisti. Noi, in ogni caso – continua - abbiamo due punti vendita anche a Livorno e là vendiamo molto di più: le donne e i giovani sono più spendaccioni e inoltre quest'anno c'è stato più turismo rispetto a Massa». Il turismo è a tutti gli effetti una variabile del commercio: più turisti ci sono e più (potenzialmente) si vende.«Quest'anno però – fa sapere la responsabile del negozio di abbigliamento in via Ghirlanda, Nosotros- il turismo è stato povero, nel senso che non è più quello con la capacità di acquisto che girava fino ad anni fa. Sono vent'anni che siamo qui e abbiamo visto progressivamente calare le vendite». Non è andata molto bene nemmeno ai negozi in via Largo Matteotti, che hanno visto negli ultimi anni calare le vendite, con o senza saldi. E la colpa non è solo della crisi economica.«Da quando ci hanno tolto il mercato e messo il parcheggio davanti, abbiamo perso tantissimo lavoro», spiega Giuditta Baroni, titolare di “Ricci e Capricci”, negozio di parrucchiere in cui da qualche anno è comparso anche un angolo a mo' di negozio.«Abbiamo dovuto reinventarci – spiega – e cerchiamo di andare continuamente incontro al cliente. A volte vendiamo borse, a volte oggettistica. A Natale ad esempio sembriamo un negozio di Oslo. Con i saldi qualcosa si vende, ma il problema è che qui manca proprio la gente di passaggio, come invece c'era una volta. Adesso sono tutti nella parte vecchia».

Melania Carnevali

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