Gioco
Con il metal detector in cerca della pistola dell’uxoricida Iemma
Carabinieri e incursori hanno passato tre ore in un campo L’arma non si trova e la confessione comincia a scricchiolare
MASSA. Una quindicina di uomini hanno passato al setaccio un campo adiacente via della Repubblica e via del Bozzo. Carabinieri e incursori della Marina, provenienti da La Spezia, con il metal detector hanno scandagliato centimetro dopo centimetro e frugato cespuglio dopo cespuglio per almeno tre ore. Cercavano la pistola con cui l’imprenditore Salvatore Iemma, 47 anni, ha ucciso la moglie Antonietta Romeo, 40 anni. Ma non è detto che l’ultimo tassello dell’uxoricidio di Sarzana, il ritrovamento l’arma del delitto, si trovi proprio a Massa. Perché gli inquirenti, il pubblico ministero Luca Monteverde in testa, non sono così convinti che il marito abbia detto tutta la verità durante l’interrogatorio-confessione che si è tenuto nel carcere di via Pellegrini davanti al gip.
Sensazione che trova conferma nel fatto che ieri, nonostante la ricerca minuziosa, la calibro 38 che secondo l’autopsia ha ucciso Antonietta non si è trovata. Va detto, però, che Iemma su questo punto è stato piuttosto vago, dicendo di aver girovagato in stato confusionale nei pressi della casa circondariale a bordo della sua Madza 3 (ritrovata poi nel parcheggio della stazione ferroviaria) e di essersi liberato della rivoltella durante una sosta. Senza indicare però esattamente dove. Così i carabinieri, con l’aiuto degli incursori della Marina, hanno perso una mattinata intera. E probabilmente ne perderanno altre.
Ma non cercheranno la pistola soltanto a Massa. «Stiamo effettuando ricerche a 360 gradi in tutta la provincia», dicono le forze dell’ordine. Così come non cercheranno solo la calibro 38, dato che è sparita pure la seconda rivoltella (una calibro 22) che l’imprenditore aveva registrato qualche anno fa. La domanda più scontata è dove sono? Quella che si fanno gli inquirenti è più sottile: Iemma le ha date a qualcuno? Ed ecco il vero nodo da sciogliere per sbrogliare la matassa. Nodo che neppure la confessione dell’uxoricida è riuscita a sciogliere, anche perché l’uomo - difeso dall’avvocato Andrea Guastini - su alcuni punti ha lasciato più di un dubbio. «È successo quel che non doveva succedere», in questa frase si racchiude il suo racconto. Un errore insomma, di un uomo che dice di essere entrato nella casa della moglie per spaventarla perché gli aveva annunciato di volersi separare da lui. Ma lo ha fatto con una pistola con il colpo in canna in mano. L’altro aspetto della confessione che zoppica riguarda le ventiquattro ore successive al delitto. Iemma dice di aver passato la notte nei boschi, nei dintorni di Massa. E di essersi sbarazzato in quei posti dell’arma. I carabinieri, però, non sono del tutto convinti della sua ricostruzione. La zona era controllata. Tanto controllata. Come è possibile che la Mazda 3, che tutti cercavano, sia passata inosservata? Grazie a un video, che riprendeva il quarantasettenne sul tratto autostradale della A12 in direzione sud, sapevano che si trovava nella provincia apuana. L'auto nella serata di giovedì era stata ritrovata, i militari erano a un passo da lui ma non sapevano dove fosse nascosto. Poi il colloquio con il legale, l'avvocato Andrea Guastini, e la decisione di costituirsi. Gli inquirenti sospettano che qualcuno abbia favorito, in qualche modo, la fuga dell’uomo. Anche se non lo dicono apertamente si cerca un complice, qualcuno che potrebbe aver fornito l'appoggio logistico all'omicida. Qualcuno che gli ha dato un letto sul quale dormire e lo ha fatto mangiare. Quando si è presentato in carcere non pareva uno braccato. Un dettaglio che di fatto non chiude l’indagine sugli eventuali complici. Ma va anche detto che finora dai tabulati e dalle utenze controllate non risultano contatti con parenti e amici nell’immediatezza dell’omicidio.
Non resta che aspettare i prossimi passi di procura e carabinieri. Certo che se la pistola si trovasse proprio a Massa la confessione di Iemma comincerebbe a sembrare se non credibile almeno verosimile.
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