Il Tirreno

«Come i lupi anche le pecore corrono il rischio estinzione»

«Come i lupi anche le pecore corrono il rischio estinzione»

La allevatrice Cinzia Angiolini punta il dito: abbandonato a se stesso il Consorzio delle donne di Zeri dopo l’ultimo cruento assalto ai nostri recinti si è levato un silenzio assordante da autorità e istituzioni

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ZERI. «Solo un assordante silenzio da autorità e istituzioni dopo l’ennesimo assalto dei lupi ai nostri allevamenti. Capisco che l’argomento è delicato, ma ricordo a chi dovrebbe essere interessato ai problemi del settore che anche pecore e agnelli sono a rischio estinzione, proprio come i lupi che sempre più di frequente le uccidono».

Cinzia Angiolini non usa mezzi termini: l’esponente del consorzio Agnello di Zeri (che è formato da una ventina di allevatori, in maggior parte donne, ribattezzate le “Signore degli agnelli”) punta il dito un po’ su tutti, partendo dalla Provincia, passando da Firenze e arrivando fino ai palazzi del potere, a Roma.

«Il numero dei capi morti azzannati è salito ancora - dice Cinzia Angiolini - dato che alcune pecore riuscite a salvarsi dal raid di due notti fa, ma ferite dai lupi, sono in seguito decedute. In più, ieri mattina, rientrando nei recinti, abbiamo notato che i lupi sono tornati a finire l’opera. Per fortuna si sono accontentati delle carcasse lasciate il giorno prima fuori dalla recinzione dell’allevamento. Ma è comunque un segnale negativo, dato che ormai il branco ha puntato le sue attenzioni sui nostri animali. Siamo purtroppo lasciati soli, ancora una volta, dato che sembrano essere preferiti i lupi a pecore e agnelli. Eppure la nostra è una delle pochissime attività produttive dello Zerasco, zona non certo prodiga di lavoro. I produttori stanno già facendo i salti mortali per andare avanti e quindi non sono certo in grado di sopportare le perdite inflitte dagli assalti dei predatori. Che si faccia qualcosa per arginare una situazione per noi sempre più drammatica. Questi animali stanno proliferando a dismisura sulle nostre montagne e in più i branchi sono rafforzati dalla presenza di cani inselvatichiti, sia perchè fuggiti o abbandonati dai vecchi padroni. Si deve stare zitti e sopportare tutto questo? Non credo visto che la categoria ha anch’essa i suoi diritti».

Ieri mattina gli allevamenti assaliti dai lupi sono stati visitati dalla Forestale che, assieme ai veterinari, ha fatto il punto della situazione, oltrechè curare le bestie ferite.

Gli uomini in divisa verde hanno ispezionato i recinti violati dai predatori nella notte tra martedì e mercoledì scorsi: un raid durante il quale sono state azzannate a morte una decina di pecore, contando anche quelle morte in seguito all’attacco.

Durante la loro visita, Cinzia Angiolini è sempre stata presente.

La imprenditrice si era trovata faccia a faccia con una lupa e i suoi cuccioli quando, poco dopo l’alba, aveva varacto il cancello del recinto per accudire le bestie del suo allevamento.

Fabrizio Palagi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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