Il Tirreno

Arte, lo scultore Balocchi: «È sparito il mio cuscino»

di Giovanna Mezzana

L’opera in marmo Statuario era stata donata dall’artista al Comune nel ’99 Dopo un’esposizione nel 2009, si perdono le tracce: «Nessuno sa dirmi dov’è»

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CARRARA. Ricordate lo splendido cuscino in marmo bianco di Carrara realizzato dallo scultore Piergiorgio Balocchi? È sparito. Non si sa dov'è. Non lo sa l'artista che – a più riprese – ha chiesto lumi all'Amministrazione cittadina, senza ottenere una risposta esauriente. E pensare che Balocchi quell’opera l'aveva donata alla città. Era l'agosto del '99. Adesso, l'artista – titolare da molti anni della cattedra di scultura all'Accademia di Belle Arti di Carrara – vuole risolvere il mistero. «Almeno sapere dov'è - dice – Voglio solo fotografarlo, e se proprio non lo vogliono, me lo riprendo». Nell'edizione di giovedì abbiamo scritto che Carrara ha una dettagliata e completa anagrafe delle opere d'arte che costituiscono il patrimonio della città. Lo abbiamo scritto con le parole dell'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini: «L'Amministrazione dispone di un preciso inventario del patrimonio – dichiarava l'assessore dopo una verifica con il personale dei suoi uffici – relativo alla proprietà e alla collocazione delle opere». La precisazione arrivava in risposta ai dubbi sollevati dal Tirreno. Dopo il furto della Civetta di Robert Morris dal parco Padula, ci eravamo infatti chiesti se a Palazzo civico c'era coscienza di dove si trovassero i singoli gioielli del tesoro della città. Cioè le opere degli artisti che a Carrara hanno scolpito. Dai tempi di Michelangelo. A preoccuparsene, poi, non dovrebbe essere solo l'assessore Bernardini: anche perché in carico al settore cultura ci sono sì tutte le opere musealizzate, ma quelle che costituiscono l'arredo urbano, ad esempio, sono in carico al settore patrimonio. Torniamo al cuscino di Balocchi.

Il dono. Cipressi e cuscini. Sono i tratti distintivi dello "stile Balocchi". Chi lo conosce come artista non può non aver visto un suo cipresso o un suo cuscino in marmo. Il cuscino che nell'estate del '99 lo scultore donò alla città non era però un cuscino "qualunque". Realizzato in marmo bianco Statuario, era della serie di quelli che si ispiravano al capezzale su cui riposa il capo di Ilaria del Carretto. L'Amministrazione allora ringraziò, di cuore, lo scultore. L'opera andò "in dotazione" al Museo del Marmo. «Era esposto lì - conferma Balocchi - In bella mostra. E lì è rimasto per anni».

La prima uscita. Nel 2009, in occasione del Simposio internazionale, il Comune informa Balocchi dell'intenzione di esporre una sua opera nell'ambito di una mostra, collaterale all'evento-simposio: "Sculture nello spazio pubblico". Il Comune, in accordo con il curatore Alessandro Romanini, selezionò una serie di opere che vennero esposte tra piazza Alberica, via Loris Giorgi e piazza dell'Accademia; tra di esse, in piazza dell'Accademia, c'era il cuscino di Balocchi.

Sparito. Passano due anni. Il Centro Arti Plastiche di San Francesco è una realtà. L’operazione è questa: le opere del Museo del Marmo sono traslocate ed esposte al Cap. Nel 2011 Balocchi va al Cap. «Mi aspettavo di vederlo lì – dice - E invece il cuscino non c'era. Ho chiesto e mi è stato risposto un po' alla carrarina: "Professore, ciò che abbiamo allestito al Cap è frutto di una prima selezione. Ne faremo un'altra". Bene. Io non ho polemizzato. Fatto sta che anche successivamente il mio cuscino non è saltato fuori, nonostante abbia nuovamente chiesto spiegazioni. Alla fine io chiedo solo di sapere dove sia: per fotografarlo.. e se proprio non lo vogliono, me lo riprendo; ma sono certo che abbia una collocazione degna, che sia coccolato da qualche parte, vorrei solo sapere dove. Cosa aspettano? Di farmi una retrospettiva tra venti anni?".

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