Il Tirreno

Lavori a due ex scuole per alloggiare sfrattati

di Alessio Profetti

L’amministrazione comincia dallo stabile di via delle Tortore alla Partaccia Il sindaco: «Una risposta al disagio che verrà accompagnata dai servizi sociali»

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MASSA. Che l'emergenza abitativa nel comune di Massa stia diventando un'emergenza sociale ormai è chiaro: in città non esiste nessuna struttura organizzata per far fronte alla valanga di richieste presentate da persone e famiglie in condizioni di disagio. Famiglie con bambini, genitori disoccupati, sfrattati, famiglie senza un tetto sotto cui dormire. Così, di fronte ai dati drammatici di questi ultimi giorni - sono ventisette gli sfratti effettuati da gennaio a giugno - il comune ha preso una decisione: trasformare la scuola di via delle Tortore in Partaccia in una struttura autonoma - e dignitosa - che cercherà di alleviare questo drammatico fenomeno. «Abbiamo diverse scuole dismesse da tempo - spiega il sindaco Alessandro Volpi - alcune ormai sono largamente inutilizzate e a rischio degrado, altre invece sono vuote. Purtroppo abbiamo un'emergenza abitativa che è sempre più pesante e in larga misura si risolve in strutture alberghiere o extra alberghiere. La nostra idea è quella di trasferire una parte di questa emergenza all'interno di ex scuole che verranno ristrutturate, quello di via delle Tortore è il primo caso che vorremmo seguire in questo senso» Mentre il progetto MusicAggrega - previsto in un primo tempo all'interno della scuola - partirà a breve nella ex scuola elementare di Canevara, alla Partaccia sono già state completate le verifiche dell'Asl e del settore edilizia del comune ed entro settembre tutto dovrebbe già cominciare. Ma cosa prevede il progetto? All'interno della ex scuola si costruiranno mini appartamenti e camere di accoglienza per un totale di oltre trenta posti letto, ma non è finita. Il comune vuole affrontare l'emergenza a trecentosessanta gradi.

Questa è la rivoluzione: «Ilnostro obiettivo è quello di costruire un modello di gestione - spiega il sindaco Volpi - un sistema all'interno della struttura che riesca ad accompagnare l'accoglienza anche grazie ai servizi sociali. Se questo modello funzionasse potremmo immaginarci di utilizzarlo anche per altre scuole - una seconda struttura potrebbe infatti realizzarsi nella scuola di Bergiola - stiamo parlando però di un edificio abitativo che non deve essere un refugium peccatorum, dobbiamo riuscire a garantire abitazioni dignitose e decorose che favoriscano il processo di reinserimento dalla situazione di disagio, ma soprattutto creare un reale miglioramento della qualità di vita di queste persone».Il progetto farà di Massa una delle città capofila insieme a Milano - dove proprio in questi giorni una scuola elementare diventerà un ostello sociale a servizio di chi non può permettersi un'abitazione - e l'esperienza potrebbe diventare un modello continuamente sperimentato e migliorato anche da altre città. Capitolo costi: il comune ha calcolato che con una spesa una tantum fissata a 50mila euro - cifra che consentirà un intervento di riqualificazione visto che la scuola possiede già tutti i servizi e gli impianti - la città potrebbe risparmiare un bel po' di soldi ogni anno: «Dovremmo essere in grado di garantirci un risparmio a regime sui 100mila euro annui - conclude Volpi - questo significa 100mila euro risparmiati all'anno sulle spese dell'emergenza abitativa e la possibilità di reinvestire il denaro in altri servizi. E' chiaro che queste strutture possono servire, l'alternativa è lasciarle vuote. Cerchiamo di inventare e costruire un modello nuovo».

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