La manifestazione
La bimba piange, via dal ristorante
La comitiva di diciotto persone è stata allontanata dal locale Il titolare: «Gli ho solo chiesto di abbassare un po’ la voce»
MARINA DI MASSA. La comitiva di diciotto persone (otto adulti e dieci bambini) giura di essere stata cacciata dal ristorante dello stabilimento balneare a male parole, il titolare del bagno invece dice che non ha cacciato nessuno,«ho soltanto chiesto di fare meno rumore perché gli altri clienti che erano sotto la veranda si erano lamentati». Tra le due versioni c’è il fatto, inconfutabile. Che in tempi tecnologici come questo è finito sulla pagina Facebook “Sei di Massa se...” ottenendo quasi un centinaio di commenti e numerosissimi mi piace. Ed eccolo il fatto: verso l’ora di pranzo della vigilia di Ferragosto quattro famiglie di turisti che vengono sulla riviera apuana da anni decidono di mangiarsi qualcosa nel solito stabilimento balneare: «C’eravamo andati anche il giorno prima e lo avevamo scelto fin da subito come luogo ideale per ritrovarci tutti insieme», spiega Antonio. L’uomo è il padre della bimba di 5 anni che suo malgrado ha fatto nascere il litigio tra i villeggianti e il ristoratore. «Mia figlia - spiega - si è rotta il braccio un mese fa e non ha passato un’estate di svago e divertimento come avrebbe voluto. Quel giorno una sua amichetta che era con noi le ha dato uno schiaffetto per gioco proprio mentre stavamo per segnare le ordinazioni da dare al cameriere e ha iniziato a piangere. Tre urli, fastidiosi quanto volete, ma soltanto tre urli. È bastato questo per fare affacciare una donna dalla cucina e autorizzarla a dirci che piuttosto che prepararci da mangiare preferiva perdere l’incasso della giornata». Un invito ad andare via, «neppure troppo educato», sottolinea il genitore. La comitiva a quel punto non batte ciglio, si alza e se ne va senza ordinare: «Abbiamo preso delle pizze - continua Antonio - e ce le siamo mangiate in spiaggia, ma ci siamo sentiti davvero mortificati, un comportamento del genere non si è mai visto. Da cinque anni andavamo a mangiare in quel posto e credevamo di essere clienti. Eppure è bastato il pianto di una bimba per interrompere questo tipo di rapporto». E rivela: «Noi eravamo andati a mangiare lì il giorno prima, la stessa comitiva della vigilia di Ferragosto. Otto adulti e dieci bambini e abbiamo fatto rumore come è normale che si faccia in queste occasioni. Non c’era un cliente e non ci hanno detto nulla. Il 14 c’era qualche anziano che giocava a carte, evidentemente abbiamo dato fastidio a loro. Ma se si cacciano 18 persone poi non mi vengano a dire che c’è la crisi».
Il ristoratore però nega questa ricostruzione. «Io non ho mandato via nessuno - spiega -, ho soltanto chiesto di abbassare la voce perché sotto la veranda rimbombava tutto e le persone che condividevano la sala con la comitiva si lamentavano. Loro non ne hanno voluto sapere, si sono offesi e sono andati via minacciandomi di mandare la finanza a fare un controllo. Io ho detto a loro, così come dico a voi, che durante l’estate ho a che fare con quattrocento famiglie e tutte queste con uno o più figli. Nessuno si è mai lamentato e mai io mi sono lamentato».
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