Il Tirreno

Il tir della droga spiato con il drone

Il tir della droga spiato con il drone

I carabinieri: ecco come abbiamo seguito il carico di hashish In città c’era qualcuno che sapeva del traffico internazionale

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MASSA. Non è stata una settimana di vacanza quella di Ferragosto per i carabinieri del nucleo investigativo dell’Arma. Gli uomini del capitano Giuseppe Saccomanno aspettavano il segnale che il Tir carico di hashish in arrivo dalla Spagna aveva varcato la frontiera di Ventimiglia. E per questo hanno fatto turni massacranti di appostamenti. Ma alla fine il risultato è stato clamoroso: il sequestro di 456 chilogrammi di droga fa sensazione, così come fa sensazione l’utilizzo del drone per pedinare l’autoarticalato. Il valore della droga, se messa sul mercato, avrebbe sfiorato i tre milioni di euro.

L’indagine. Tutto nasce da una segnalazione intercettata dal nucleo investigativo. Gli uomini del capitano Saccomanno vengono a conoscenza del fatto che in Italia (meridione) arriverà un carico importante di hashish proveniente dal Maghreb. Il viaggio prevede lo stretto di Gibilterra, la Spagna e poi l’Italia. La data è vaga, dipende da fattori variabili e quindi nessuno la conosce con precisione: comunque nella settimana di Ferragosto, anche per sfruttare il traffico intenso di turisti. Si mette in moto il nucleo. Passano i giorni ed ecco la certezza: fine settimana. I camion che transitano da Ventimiglia sono quasi tutti di targa romena, solo un paio hanno targa iberica. Gli inquirenti sono già al varco di Ventimiglia vanno per esclusione e puntano il dito sul Tir giusto, anche se fino all’ultimo non avranno mai la certezza. Prima azionano il drone, poi fanno entrare in scena un paio di auto civetta. Ore e ore di inseguimento discreto, con soste agli autogrill dove si fermano i due romeni che sono a bordo dell’autoarticolato. Che non hanno facce conosciute.

Il posto di blocco. Non è stato semplice trovare l’area dove fermare l’autoarticolato. La banda di trafficanti non ha scelto a caso il periodo della consegna: le autostrade erano parecchio trafficate. Il posto di blocco doveva essere effettuato tra Massa e la Versilia, ma visto che il passaggio è avvenuto intorno a mezzogiorno Saccomanno ha deciso di continuare il pedinamento. Quando il camionista ha imboccato l’Autosole l’ufficiale e i suoi uomini hanno consultato la cartina individuando Anagni. I contatti con la compagnia frusinate a quel punto sono diventati intensi, fino al blitz vero e proprio con tanto di paletta e richiesta dei documenti.

Camionisti veri. I due romeni incaricati del trasporto di droga erano camionisti di professione. Gente con la fedina penale pulita, al di sopra di ogni sospetto, con residenza nei pressi di Madrid. Quando sono stati fermati non hanno tradito alcuna incertezza, hanno accostato e hanno tirato fuori patente e libretto. Facendo vedere ai militari anche la bolla (fasulla) di uno scarico di ortofrutta effettuato centinaia di chilometri prima. Non sapevano di essere stati pedinati da Ventimiglia.

Tir vuoto. Il nucleo investigativo non sapeva dei nascondigli ricavati nelle intercapedini, così quando i carabinieri hanno aperto il portellone e hanno visto che il rimorchio era vuoto hanno avuto un tuffo al cuore. «Per un attimo abbiamo temuto di aver sbagliato camion», ha ammesso Saccomanno. Ma poi l’ingegno degli inquirenti ha risolto il giallo. L’hashish era stato confezionato in una settantina di parallelepipedi e infilato in una sorta di binari realizzati con la fiamma ossidrica sulla parte superiore del cassone. Fuori dalla portata dei cani anti droga anche perché cosparsi di un unguento a prova di segugio. I militari hanno picchiato sulla parte superiore del camion e hanno sentito un rumore sordo. Con un trapano hanno fatto alcuni buchi scovando il nascondiglio. A quel punto hanno svitato l’intelaiatura del rimorchio e in meno di mezz’ora hanno scaricato tutto l’hashish.

Massa crocevia dello spaccio. L’indagine lampo e il sequestro record confermano il sospetto che Massa sia un crocevia dello spaccio degli stupefacenti. Tre snodi autostradali, la vicinanza con porti come Genova e La Spezia e una riviera dove soprattutto d’estate i pusher fanno affari d’oro. Non è la prima volta che i corrieri vengono fermati ai piedi delle Apuane. Stavolta il blitz è avvenuto ad Anagni, ma la voce del carico importante di stupefacenti è partita dalla nostra città. Insomma, in mezzo a noi c’è chi conosce traffici impressionanti.

Il valore di quei 456 chilogrammi di hashish era di circa tre milioni di euro. Ma gli oltre settanta parallelepidepi, che racchiudevano una decina di blocchi contenenti alcuni panetti (con il simbolo di una stella), verranno bruciati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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