Il Tirreno

PROGETTO AGRICOLo

Fivizzano Comune Bio grazie al Fondo europeo

FIVIZZANO. L’agricoltura lunigianese punta sul biologico di qualità per spingere i consumi e caratterizzare l’offerta enogastronomica turistica. Lo dice chiaramente un’indagine realizzata dal...

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FIVIZZANO. L’agricoltura lunigianese punta sul biologico di qualità per spingere i consumi e caratterizzare l’offerta enogastronomica turistica. Lo dice chiaramente un’indagine realizzata dal progetto “Lunigiana Bio 2” promosso dall’associazione Lunigiana Amica e cofinanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) attraverso la misura 133 “Sostegno alle associazioni di produttori per attività di informazioni e promozione riguardo ai prodotti che rientrano nei sistemi di qualità alimentare”, secondo il quale nella provincia di Massa Carrara, in particolare in Lunigiana dove sono concentrati il 72% dei produttori, il biologico rappresenta una filosofia aziendale e produttiva sempre più importante per garantire ai consumatori finali prodotti sicuri, locali e coltivati con metodi naturali e sostenibili per l’ambiente.

Il biologico rappresenta un valore aggiunto per le imprese agricole che hanno deciso di investire senza esitazione su questo “ristretto” mercato, uno dei pochi in controtendenza come hanno evidenziato i dati Sinab-Ismea, dove i consumi sono cresciuti del 17.3% nei primi cinque mesi del 2014, l’aumento più elevato dal 2002.

Una sfida — e una tendenza - che la Toscana ha raccolto negli anni diventando una delle cinque regioni italiane più “bio” del paese con 3.530 operatori (-0,2%) — erano 430 nel 1994! - tra cui 2.344 produttori (+3%) e quasi 91mila ettari pari a circa l’8% della superficie totale nazionale destinata alla coltivazione biologica. La Lunigiana contribuisce al primato con il 5% dei produttori esclusivi: poco certo rispetto al macro-quadro regionale, molto però se confrontato con il numero totale delle aziende. Le imprese bio apuo-lunigianesi sono l’11% del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio contro il 5% circa a livello regionale.

Evidente quindi l’incidenza di un settore che spinge fino agli estremi i pilastri dell’agricoltura di qualità. La produzioni più biologica è — si legge nell’indagine - quello del miele (castagno ed acacia) che è realizzata dal 28% delle imprese del settore, grazie anche alla presenza e all’importanza della Dop, seguita dall’olio (20%), dal vino (12%) e dall’allevamento (11%). Più recente è la riscoperta di antichi grani e farine ottenute con l’antico processo della macinazione a pietra: farina di farro integrale biologica, farina di grano tenero integrale biologica e farina di castagne da cui si ottiene anche la specialità Marocca di Casola.

E’ Fivizzano il Comune più bio con 17 produttori esclusivi attivi che operano principalmente nell’olivicoltura e apicultura, seguito da Carrara con 14 caratterizzato invece dalla presenza importante di imprese vitivinicole, Fosdinovo con 13 dove a giocare un ruolo decisivo sono gli agriturismi. Decisivo, per la promozione e il sostegno dei consumi, l’attività delle aziende agrituristiche: sono 26 le realtà che offrono ai propri ospiti prodotti bio, 21 dei quali sono localizzati in Lunigiana.

Risultati e analisi, quelle del progetto “Lunigiana Bio”, che l’associazione Lunigiana Amica ha portato all’attenzione del consumatore finale attraverso una serie di incontri, iniziative, consegni e momenti di promozione su tutto il territorio mirati proprio a far crescere l’attenzione nei confronti delle produzioni bio anche da parte dei giovani, e giovanissimi.

Nata nel 2007, Lunigiana Amica ha fra i suoi scopi fondamentali la costruzione di nuovi e originali collegamenti fra le produzioni tipiche, e in questo caso biologiche, del territorio e il mondo complesso ed esigente dei consumatori finali, promuovendo iniziative di acquisto “a chilometri zero” e soprattutto il consumo locale, da parte di residenti e turisti, di prodotti agroalimentari di qualità che mai potranno — né vorranno — raggiungere dimensioni e consistenze compatibili con l’ingresso nella grande distribuzione, per non parlare delle esportazioni. Nel prossimo autunno Lunigiana Amica sarà protagonista di un’iniziativa di sensibilizzazione e promozione che coinvolgerà attivamente le scuole e gli istituti professionali intorno ad un obiettivo altrettanto ambizioso: l’incremento del consumo consapevole della castagna e degli altri prodotti del sottobosco.

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