Finanza
Poco sole, troppa pioggia: allarme per viti e ulivi
L’eccessiva umidità ha fatto arrivare in anticipo la devastante mosca olearia A rischio anche il miele: le api stordite dal cattivo tempo producono meno
MASSA. Non solo il turismo. Anche l'agricoltura locale sta pagando i costi di questa pazza estate, con giorni trascorsi sotto la pioggia. A rischio soprattutto le olive e l'uva, ossia i prodotti della terra “all'aperto”. Mentre, infatti, la maggior parte dei prodotti agricoli locali era al riparo nelle serre, viti e olivi erano sotto le intemperie. Fortunatamente, dice il presidente di Coldiretti Massa-Carrara, Vincenzo Tongiani, non si tratta di eventi di natura calamitosa: in ogni caso, le conseguenze si faranno sentire. In particolare per quanto riguarda gli oliveti.
Il clima anomalo, con il mix di pioggia e umidità nel periodo sbagliato, ha, infatti, anticipato e moltiplicato la presenza di malattie funginee, come la mosca olearia (normalmente attesa nei mesi di settembre e ottobre) gettando nel panico gli agricoltori. Ma sono arrivati in anticipo, lasciando spiazzati gli addetti ai lavori, anche i batteri della vite, costringendo a un aumento di costi dei produzione, per difendere le piante e gli alberi da frutto. Anche il raccolto del miele, infine, rischia di essere compromesso, dal momento che le piogge hanno affaticato le api.
«Purtroppo il maltempo ha sconvolto un po' il settore. C'è stato un attacco precoce e fulminante della mosca olearia. Tantissime piante sono state attaccate ed era impossibile intervenire perché non ha mai smesso di piovere. Non sappiamo ancora quantificare i danni, ma saranno ingenti. La produzione di olio sarà molto inferiore a quella dell'anno precedente», spiega Franco Cresci, coordinatore del progetto Nostrato (esperienza olivicola, decollata una decine di anni fa, che riunisce un gruppetto di produttori di Montignoso).
Sulla costa, a causa di questo clima, il 35% degli olivi, quindi oltre 3 piante su 10, sono state colpite dal fungo. Poco inferiore la percentuale in Lunigiana. «L’andamento climatico anomalo, caratterizzato da molta pioggia e da una intensa umidità – spiega Tongiani di Coldiretti – ha innescato con anticipo il proliferare delle malattie funginee. È ipotizzabile una calo di produzione anche se è presto per confermarlo. Saranno decisivi, per la vite in particolare, le prossime settimane».
Anche per le viti, infatti, il tempo è stato sfavorevole. La produzione di vino, tuttavia, non è ancora propriamente a rischio, nonostante il luglio, con il 74% di precipitazioni in più e circa mezzo grado di temperatura in meno rispetto alla media 1971- 2000, avesse alimentato grandi incertezze. Secondo Coldiretti, infatti, l'arrivo di almeno un paio di settimane di "vera" estate con il sole e l’aumento delle temperature salverà la vendemmia apuana. Una grossa speranza per un territorio che tende a farsi un nome nella cultura vinicola italiana: dal Candia al vino di Montepepe, passando per quello lunigianese. «Fortunatamente non abbiamo riscontrato eventi di natura calamitosa per la nostra agricoltura – conclude Tongiani - Restano, questo sì, le criticità idrogeologiche a cui dobbiamo dare risposte in tempi celeri, e la costante degli allagamenti dovuta anche all’intensità della pioggia caduta in pochissimo tempo».
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