Attenzione
Quanti giri per il Vagabondo dal 1188 al 2014
MASSA. Gli americani chiamano il portale del Biduino il Vagabondo, nomignolo che deriva dai tanti giri che l’opera del maestro, realizzata apposta per la chiesa di San Leonardo, ha fatto prima di...
MASSA. Gli americani chiamano il portale del Biduino il Vagabondo, nomignolo che deriva dai tanti giri che l’opera del maestro, realizzata apposta per la chiesa di San Leonardo, ha fatto prima di approdare al Metropolitan museum di New York. Una storia davvero intricata quella di questo blocco di marmo lavorato di cesello nel 1188. Eppure Massa nonostante avesse un gioiello lo ha disconosciuto, tanto da venderlo all'estero e da dimenticarne l’esistenza e perfino l’immagine. La storia racconta che il proprietario della chiesa, nel frattempo sconsacrata e poi riconsacrata, nel 1880 ha venduto il portale a due antiquari fiorentini. Da qui l'opera finisce a Nizza, nel 1893, acquistata dai conti Benkerdoff-Shuvaroff che non dovevano, neppure loro, essere dei grandi intenditori, se per sistemarlo in un loggiato di una loro villa, ne permisero la manomissione, facendone tagliare l'arco, per ridurne l'altezza a tre metri. Uno scempio. Verso il 1950, l'ultima discendente dei Benkerdorf avvertì la sovrintendenza ai monumenti di Milano dell'esistenza del portale e dell'intenzione di venderlo. La sovrintendenza non fece nulla e, per tre milioni di lire, l'opera finì nella cappella Fuentiduena del Cloisters del Metropolitan Museum di New York, sulla collina di Fort Tryon. Alla punta estrema a nord di Manhattan. E da allora viene visitato da milioni di turisti e trattato come merita.
Nel 1999 Zonder Mosti voleva installare il calco a San Leonardo. Per il Giubileo. Sarebbero arrivati tanti turisti e tanti soldi, ma la Provincia mostrò pollice verso.
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