Il dolore
Lite per un gavettone arriva la polizia
MARINA DI CARRARA. Quei gavettoni, lanciati da un gruppo di settanta ragazzi che hanno percorso in lungo e in largo la spiaggia il giorno di Ferragosto, ha bagnato la anziana madre e le sorelle che...
MARINA DI CARRARA. Quei gavettoni, lanciati da un gruppo di settanta ragazzi che hanno percorso in lungo e in largo la spiaggia il giorno di Ferragosto, ha bagnato la anziana madre e le sorelle che stavano trascorrendo con lui la giornata in spiaggia.
Preso dall’esasperazione un 26enne originario dell’Equador ma residente a Milano, ha impugnato il manico dell’ombrellone e avrebbe colpito uno dei giovani della banda, un carrarese di 16 anni.
È successo alla spiaggia libera della Fossa Maestra e l’episodio si è concluso con l’intervento della polizia.
A chiamare la polizia è stato il minorenne, lamentando di essere stato picchiato, con una parte dell’ombrellone sradicato dall’arenile, dal 26enne che si trovava in spiaggia.
A sua volta l’uomo ha raccontato che era stato preso di mira dalla banda e ad essere bagnato non era stato solo lui ma anche l’anziana madre e le sorelle: il tutto complicato da una giornata dal clima non propriamente estivo che ha costretto gran parte dei bagnanti a rimanere in spiaggia con i vestiti addosso. Il lancio di parecchie secchiellate d’acqua avrebbe quindi completamente inzuppato la madre e le sorelle del giovane equadoregno creando loro non pochi disagi.
Tanto che una delle donne, in serata, dovrebbe aver fatto ricorso alle cure mediche del Pronto soccorso, annunciando l’intenzione di sporgere querela nei confronti del ragazzino che l’ha colpita con il gavettone.
Anche quest’anno il Ferragosto si chiude, oltre che con una denuncia, con grande scontento e proteste da parte dei bagnanti che, nonostante le temperature autunnali, avevano scelto di passare in spiaggia la giornata di festa.
Nel pomeriggio, infatti, si è formato un gruppo di almeno una settantina di persone che non si è limitato a bersagliare chi si trovava sulla battigia e sulla spiaggia, ma, in parecchi stabilimenti balneari, si è risaliti fino all’area dei bar, dei ristoranti e delle cabine, creando non poche difficoltà sia agli operatori sia a chi aveva deciso di rimanere sotto l’ombrellone a riposare o a leggere un libro.
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