Il Tirreno

«È successo ma non doveva succedere»

di Giovanna Mezzana
«È successo ma non doveva succedere»

Parla Salvatore Iemma, interrogato per due ore. La gelosia non c’entrerebbe. La coppia litigava per motivi economici

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SARZANA. Ha parlato per quasi due ore Salvatore Iemma, il 47enne, piccolo imprenditore edile che nella notte di mercoledì ha ucciso la moglie – Antonietta Romeo, 40 anni, da cui stava separandosi legalmente – sparandole con un revolver calibro 38 nell'abitazione di lei, a Sarzana, in via Turì. Ha parlato in carcere, a Massa – dove si trova da quando giovedì sera si è costituito dopo una latitanza di 24 ore – e di fronte al pubblico ministero, Luca Monteverde e al Gip Marta Perazzo: per ieri mattina, infatti, era fissato l’interrogatorio di garanzia. Non si è avvalso, insomma, della facoltà di non rispondere, come il suo legale, Andrea Guastini del foro di Spezia, aveva anticipato al Tirreno il giorno di Ferragosto.

«È successa una cosa che non doveva succedere» ha detto Iemma, durante l’interrogatorio, come ci riporta il suo avvocato; che però non fa trapelare alcun dettaglio sulle motivazioni che hanno indotto il piccolo imprenditore ad uccidere la madre dei suoi quattro figli. Guastini ci conferma solo che l’omicidio sarebbe scaturito da un contesto di forte emotività in cui Salvatore Iemma avrebbe vissuto i giorni precedenti il 13 agosto.

Stando alle notizie raccolte a Sarzana, dove Antonietta abitava e tra le persone che le erano vicine, c’è chi è pronto a giurare che la gelosia non c’entra in questa storia atroce. Non c’entra il desiderio di possesso di un marito che sta per diventare ex. C’entrerebbero piuttosto i soldi. Antonietta e Salvatore stavano per separarsi. Tra breve avrebbero dovuto presentarsi davanti al giudice per la prima udienza di separazione. Lei voleva questa separazione, a quanto si apprende, lui no. Tra i due il coniuge economicamente più debole sarebbe stato lui, Salvatore. Era Antonietta, si dice a Sarzana, a sbarcare il lunario con la sua Casa famiglia per anziani, organizzata al piano terra dell’edificio in cui viveva. L’attività edile di Salvatore, invece, non avrebbe dato risultati brillanti.

La coppia da tempo litigava, anche se marito e moglie vivevano già da tempo separati: per motivi economici, appunto. Una separazione legale, effettiva, avrebbe forse indebolito ulteriormente, sotto il profilo economico, Salvatore. Ma siamo nel campo delle ipotesi, di ciò che si dice tra chi oggi soffre terribilmente per la perdita di Antonietta.

Salvatore rimane in carcere. Ieri mattina durante l’interrogatorio di garanzia «Ha risposto in maniera circostanziata – dice il suo avvocato – sia alle domande sui giorni che hanno preceduto il fatto, sia sul fatto in sè, sia sulla ricostruzione della sua latitanza. E ha reso anche dichiarazioni spontanee».

La parola adesso passa al pubblico ministero, che potrebbe chiedere il giudizio immediato. «Gli atti sono ancora secretati – valuta l’avvocato Guastini – Non li vedrò finquando non ci sarà una richiesta del pubblico ministero e l’eventuale fissazione del giudizio immediato. Senza aver letto il fascicolo, ma immaginando ciò che può esserci scritto, posso dire che intendo chiedere il rito abbreviato per il mio cliente». I tempi non sarebbero immediati (l’avvocato parla almeno della fine di settembre). Intanto Iemma rimane in carcere. Del resto di fronte a un fatto simile «non ci sono elementi per chiedere una misura alternativa come gli arresti domiciliari – aggiunge Guastini – anche per rispetto della famiglia della povera Antonietta che abita a poche decine di metri ».

L’autopsia è stata affidata al medico legale Susanna Gamba. Che ad uccidere Antonietta sia stata l’arma da fuoco di Salvatore non c’è dubbio. L’autopsia chiarirà però quanti proiettili l’hanno colpita. Emerge infatti, ma senza conferma ufficiale, che Iemma avrebbe detto di aver sparato un solo colpo. E qui siamo nel campo in cui entreranno in gioco aggravanti ed attenuanti. L’avvocato della difesa non ha formulato al medico legale nessuna particolare istanza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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