Finanza
«Colpevole incuria del parco»
Il consigliere Laquidara: l’intervento del sindaco sulla Padula non convince
CARRARA. Sulla situazione di degrado del Pardo della Padula, interviene il consigliere comunale del Nuovo Centro Destra, Lanmarco Laquidara: «E’ inutile nascondersi dietro un dito e promettere che tutto sarà presto "più bello e più superbo che prima". Lo stato del Parco della Padula non solo è frutto di una triste vicenda di incuria e negligenza ma è anche lo specchio fedele della trascuratezza di cui è vittima la città nel suo complesso almeno dai primi anni del nuovo secolo. Il lungo intervento del sindaco apparso sulla stampa locale non convince neanche un po'. E' inutile parlare di "valorizzazione dell'identità culturale, storica e artistica della città" e affermare che "la questione del Parco della Padula non è mai stata dimenticata". Ci saranno stati anche gli impegni, il progetto e l'inizio dei lavori, ma lo stato delle cose è sotto gli occhi di tutti».
«Chiunque ha avuto occasione di andare a passeggiare o a fare footing in quel parco dalle enormi potenzialità – dice Laquidara – non può non essersi accorto del degrado che giorno dopo giorno lo ha progressivamente ridotto in una pattumiera a cielo aperto. I possibili furti e i danneggiamenti delle opere non sono altro che l'episodio finale di una situazione di colpevole incuria. E poco importa se Lucio Segnanini (ex sindaco, ndr.) aveva in parte esagerato spendendo soldi per un ponte che non serviva a nulla».
«La concezione del Parco della Padula come un museo a cielo aperto era e rimane una intuizione encomiabile e Carrara ha bisogno di un Parco curato e godibile che possa essere frequentato tanto dai nostri concittadini quanto da turisti». Secondo Laquidara deve essere «un luogo di cui i carrarini e i potenziali visitatori si devono poter riappropriare al più presto. Lucio ci aveva creduto e aveva fatto bene».
«E questa sarà forse "l'amministrazione che restituirà la Villa e il parco della Padula alla città", ma senz'altro è anche l'amministrazione che li ha colpevolmente trascurati dimenticando che oltre alla villa, in cui peraltro i lavori sono stati (come al solito in città) infiniti, c'è un parco che avrebbe potuto vivere di vita autonoma nonostante il restauro in corso».
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