Sicurezza
La foto di Vignali per il morto
Al posto di Camilli pubblicata immagine del documentarista rapito
MASSA. La velocità con cui corrono le notizie e le immagini sul web ha giocato un brutto scherzo al Corriere della sera. In prima pagina dell’edizione cartacea del quotidiano di via Solferino ieri al posto della fotografia di Simone Camilli, reporter morto a Gaza per lo scoppio di una bomba che doveva essere disinnescata, c'era quella del trentaseienne massese documentarista freelance Andrea Vignali, più di un anno fa fra i quattro giornalisti italiani liberati in Siria. Vignali e gli altri erano stati trattenuti dal 4 aprile 2013 nel nord della Siria. Insieme al documentarista massese c'erano Amedeo Ricucci, inviato della Rai, il freelance Elio Colavolpe e la giornalista italo-siriano Susan Dabbous.
L’errore purtroppo, che capita quando meno te lo aspetti e anche nelle testate più prestigiose, è stato ripreso da altri, soprattutto on line. E la foto di Vignali è stata accostata a quella del giornalista deceduto. Creando un cortocircuito mediatico che deve far riflettere sulla velocità con cui viaggiano le notizie e le agenzie in rete. Neppure il tempo di verificare. Forse si batte la concorrenza sul tempo, ma la percentuale di commettere un errore è più alta.
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