Il Tirreno

Gazebo, altra raffica di sequestri

La Capitaneria di porto continua i suoi controlli. Allo stabilimento Mocambo sigilli a una struttura

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MARINA DI MASSA. Al bagno Mocambo dopo i controlli della capitaneria di porto sono arrivati i sigilli per il gazebo che serviva allo stabilimento balneare come ristorante. Una struttura che secondo i militari era fissa, anche perché l’intelaiatura era stata fissata nella pavimentazione. Il titolare Alfredo Prosperi contesta, ma tant’è il gazebo da alcune settimane è chiuso e vuoto. È andata meglio, almeno per ora, al bagno Fernando, pochi metri più in là. Anche lì la capitaneria di porto ha contestato la presenza di un paio di gazebo: costruzioni abusive. Il titolare, Andrea Lombardi, invece ha presentato le mappe catastali dello stabilimento che ha acquistato nel 2006 e per ora i sigilli non sono scattati. Bisognerà visionare le carte, però. E saranno i tecnici del Comune e quelli della proprietà a stabilire chi ha ragione. «Queste strutture - spiega Lombardi - esistono dal 1990. Noi abbiamo preso il bagno Fernando nel 2006. Sono passati otto anni e fino all’altro giorno non abbiamo avuto problemi. È stato un fulmine a ciel sereno. Al momento però sembra che siamo riusciti a dimostrare la regolarità della struttura. Vedremo in seguito, però le mappe ci danno ragione e quindi siamo tranquilli».

La capitaneria comunque non si ferma qui e proseguirà i suoi controlli anche dopo Ferragosto. Facendo arrabbiare non poco i balneari, che già hanno espresso tutto il loro dissenso per questi blitz nel cuore del mese che dovrebbe risollevare una stagione pessima, vuoi per il maltempo vuoi per la crisi. La protesta era esplosa il giorno dei sequestri dei gazebo del bagno Myricae (ex Mexico) a Poveromo: l'accusa anche qui è abusivismo edilizio. Il legale dello stabilimento balneare, Riccardo Balatri, ha presentato ricorso al riesame. Ma ci vorrà del tempo prima che il collegio si esprima.

Secondo la capitaneria di porto sia al Mocambo sia al Myricae le strutture, non rimovibili, non sarebbero autorizzate, anche se i proprietari fanno sapere di averle trovate già lì al momento dell'acquisto (avvenuto nel 2011 il Myricae). Il problema è che tutto questo trambusto succede con il Ferragosto alle porte, dopo due mesi di tempo autunnale. Altri stabilimenti balneari stanno ricevendo la visita in questi giorni e sono, quindi, a rischio sigilli. I balneari si sono riuniti e protestano.«Non contestiamo il lavoro della Capitaneria di Porto – ha commentato Luca Martini, presidente dell'associazione dei balneari Compagnia del Mare – ma il fatto che questi controlli vengano fatti ad agosto, quando c'è tutto l'anno per farli. A maggior ragione perché l'estate, per la nostra categoria, sta iniziando adesso e sembra quasi che ci sia un accanimento nei nostri confronti». «La Capitaneria chiaramente sta facendo il suo lavoro – ha spiegato Stefano Gazzoli, presidente del Consorzio Riviera Toscana e di Riviera Apuana– ma sembra veramente che venga fatto apposta. È giusto che tutti gli stabilimenti balneari siano a norma; ma che ci vengano incontro, che ci aiutino a metterci in regola. Se vengono ora ci penalizzano e basta, se invece vengono durante l'anno abbiamo tempo di metterci in regola per la stagione estiva. Inoltre noi abbiamo sette organi a cui facciamo riferimento e c'è un circuito normativo che non ci permette di capire cosa sia a norma e cosa no».

I titolari ddei bagni colti in fallo rischiano adesso una multa salata. Anche se legali e periti sono al lavoro per dimostrare che non c’è alcun abuso. Il problema è che l’estate è adesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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