Finanza
Rapine alle prostitute: arrestato
Il quarantenne è stato riconosciuto dalle ragazze che aveva aggredito. Almeno una decina i colpi
MASSA. Sei rapine negli ultimi tre giorni, tre la notte scorsa. Non è stata la follia di un momento - quello che in criminologia viene chiamato raptus -, ma il disperato bisogno di soldi di un quarantenne senza un lavoro e una fedina penale così e così. Per questo un uomo di Massa (di cui la polizia ha fornito solo il nome di battesimo e l’inisziale del cognome: Piero B.), si è trasformato in rapinatore seriale di prostitute. Le sue vittime le sceglieva a caso, ma neppure poi così tanto a caso: romene, al massimo albanesi, giovani e senza protettore. Appena arrivate ai piedi delle Apuane oppure trasfertiste a luci rosse.
Aveva un modus operandi chirurgico. Arrivava con una bicicletta da corsa nella zona della Partaccia, si nascondeva dietro a un cespuglio o un muretto e aspettava che la lucciola si intrattenesse con un paio di clienti almeno. Per essere sicuro che nella borsetta ci fosse del denaro. E andava sempre a colpo sicuro. Se la ragazza opponeva resistenza non si faceva alcuno scrupolo e la picchiava fino a che lei non lasciava il bottino. Poi si dileguava nella notte pedalando a più non posso.
Le prostitute hanno cominciato a far girare la voce e quindi per il rapinatore le cose sono diventate più difficili. Ma lui non si è perso d’animo: è rimasto fermo qualche sera e poi l’altra notte, ormai a corto di soldi, ha deciso di rischiare il tutto per tutto. Ha colpito in rapida successione tre volte: la prima volta nella borsetta della lucciola c’erano una cinquantina di euro (il resto del denaro per precauzione lo aveva nascosto in un posto sicuro), la seconda 150 euro e la terza trecento. Ma quest’ultima rapina non l’ha conclusa perché si è visto arrivare addosso gli uomini della squadra mobile e quelli delle volanti, che gli stavano alle costole e lo stavano braccando da diversi minuti. Da quando cioè una delle prostitute aveva chiamato in questura per segnalare il ritorno del bandito seriale. L’uomo si è arreso quasi subito, anche se ha tentato di negare di essere lui l’autore delle altre due rapine. Ma sono state le derubate a dire agli agenti che il colpevole era sempre lo stesso. Del resto oltre alla bicicletta quando decideva di andare alla Partaccia e dintorni vestiva praticamente allo stesso modo: un paio di bermuda a quadrettoni e una polo bianca. E così è stato trovato dalle forze dell’ordine quando aveva ancora il bottino con sé.
Adesso Antonio Dulvi Corcione e gli uomini della squadra mobile hanno il compito più difficile: trovare le prove che l’uomo sia l’autore di una lunga serie di rapine che dalla primavera scorsa hanno terrorizzato il mondo della prostituzione apuana. Senza mai coinvolgere i clienti, ma creando comunque parecchio trambusto tra le lucciole. Alcune delle quali hanno preferito andare a lavorare da un’altra parte. Si calcola che il quarantenne abbia sottratto qualche migliaio di euro, ma il conteggio è piuttosto empirico. Anche perché non c’è certezza sugli incassi delle signorine che sono rimaste coinvolte in questa vicenda loro malgrado. In attesa della direttissima quindi le indagini. coordinate dal pm Roberta Moramarco, proseguono.
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