Trasporti
Mulazzo, ecco i ponti sospesi
Pronti i due progetti post alluvione, saranno lunghi 105 e 64 metri e senza piloni. Cantieri a gennaio
MULAZZO. Tra poco più di due mesi cadrà il terzo anniversario dell’alluvione. In quell’ottobre 2011 una bomba d’acqua stravolse il territorio sgretolando fianchi di colline e distruggendo i raccordi viari fondamentali per lo spostamento tra fondovalle e frazioni montane. A pagarne le conseguenze più gravi furono le strutture più soggette alle ire delle acque: i ponti. Solo nel comprensorio mulazzese furono quattro che cedettero a causa della pressione esercitata dai fiumi e dai torrenti.
Oggi, approssimandosi questo infausto anniversario, ci sono delle certezze per quanto riguarda il ripristino delle strutture che riguardano il capoluogo e la frazione di Castagnetoli. Con l’incontro, svoltosi venerdì scorso in Regione, si hanno le certezze per quanto riguarda la tempistica degli interventi. In questo mese partiranno i bandi di gara per l’affidamento dei lavori di recupero. Oltre ai canonici 45 giorni di durata dello stesso, si dovrà aggiungere un altro mese e mezzo per lo studio delle offerte presentate, solo per quelle, visto che i progetti che le interessano sono ormai ampiamente approvati. Si giunge così a dicembre come data limite e la cantieristica potrebbe già partire tra gennaio e febbraio.
La durata dei lavori si stima nell’anno solare e ipoteticamente si presume che all’inizio del 2016 i ponti saranno aperti. Entrambe le infrastrutture hanno tratti in comune, sia dal punto di vista tecnico che estetico e rappresentano una novità, dato che la tipologia del ponte sospeso nel campo di luci tra i 60 e i 140 metri non è mai stata adottata sul suolo nazionale, con rare eccezioni all’estero. La differenza la fa proprio questo dato, con quello di Mulazzo che si estende per una lunghezza lineare di 105 metri, mentre quello di Castagnetoli si fermerà a 64. La tecnica di costruzione garantirà una sicurezza maggiore rispetto ai precedenti. L’assenza dei piloni portanti, infatti, consentirà di non essere attaccabili in caso di piene.
La struttura non potrà essere intaccata dalla forza dell’acqua rimanendo saldamente al suo posto. Per la loro costruzione la Regione ha già stanziato i fondi, nel primo caso si parla di una spesa di 3,8 milioni di euro, nel secondo di circa 2,3 milioni. «L’incontro con il dirigente per la Difesa del Suolo – afferma il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa – ha dato certezze a questi interventi. Bisogna anche dire grazie all’impegno e al costante interesse del presidente Enrico Rossi e del consigliere regionale Loris Rossetti che si giunge quasi alla conclusione di questa vicenda. La Regione non ha mai abbandonato Mulazzo, ha sempre monitorato la situazione, ha continuato a lavorare alacremente alla messa in gara dei progetti. Si va così a delineare una futura situazione di normalizzazione del sistema di comunicazione veicola sul territorio, normando l’accesso anche alle zone montane del comune, che più di tutte hanno pagato le conseguenze dell’alluvione, dovendo percorrere una viabilità secondaria. Si procede in questo modo verso il ritorno alla normalità e ad un quieto vivere, smarrito durante quei giorni terribili».
Cristiano Borghini
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