Il Tirreno

Due atti di spregio alla Madonnina venerata alla Grotta

Due atti di spregio alla Madonnina venerata alla Grotta

Prima è stata spaccata la teca in vetro e la notte successiva qualcuno ha appiccato il fuoco. Indignati fedeli e parroco

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CARRARA. La notte fra venerdì e sabato è stato spaccato il vetro della nicchia che custodisce la Madonnina di marmo della Grotta, ad Avenza, all’incrocio fra via Passo Volpe e via Cocchi. La notte successiva la Madonnina è stata danneggiata da qualcuno che vi ha appiccato il fuoco annerendola completamente all’interno della teca di vetro, che era ancora da risistemare.

Nel primo episodio alcuni abitanti della zona, sentendo il rumore della “spaccata”, hanno avvisato la polizia e nel secondo episodio è stato il parroco della parrocchia di San pietro, di Avenza, don Marino a chiamare i carabinieri.

Le forze dell’ordine stanno indagando, pare che ci siano sospetti su qualcuno, ma ancora nulla di conclusivo. L’ipotesi è che si tratti di atti vandalici fini a se stessi.

Ma gli abitanti della Grotta e il parroco, sono indignati per lo spregio alla Madonnina, opera dello scultore Alberto Sparapani, scomparso anni fa e conosciutissimo per la sua arte.

«La Madonnina – ricorda don Marino – nel 1955 con una processione venne portata dalla chiesa di Avenza alla Grotta, dalla popolazione. La vollero i fedeli, a protezione di quella zona». Ma la scultura non ha mai avuto vita facile. Nel 2003 venne rubata, e furono i carabinieri in poco tempo a ritrovarla Marina di Massa, a casa di un uomo che poi venne processato per furto e condannato a dieci mesi.

La scultura sacra, alta circa 60 centimetri, scolpita in marmo «bianco P», è stato poi riposizionata, nella nicchia, protetta da uno sportello in vetro.

«Era il 31 maggio – ricorda il parroco – e ogni anno in questa data facciamo festeggiamenti davanti alla Madonnina». Ai cui piedi ci sono sempre fiori freschi. «Due anni fa fu forzata la teca, la rinforzammo a spese dei fedeli e della parrocchia, ci mettemmo anche la luce. Ora dovremo risistemarla di nuovo, non so se potremo farlo sul posto o dovremo asportare la statua. Va anche rifatto l’impianto elettrico, bruciato».(c.car.)

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