Il Tirreno

«Le cave sono paesaggio, non si dica che lo distruggono»

di Cinzia Carpita
«Le cave sono paesaggio, non si dica che lo distruggono»

Il presidente della Fondazione CRC ed ex sindaco: bisognerebbe ripristinare un tratto della Marmifera

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CARRARA. Centinaia di persone hanno assistito ieri nello scenario dei Ponti di Vara, alla rievocazione della storica lizzatura: la discesa a valle di un blocco di marmo di quasi venti tonnellate. Un’ora di spettacolare dimostrazione delle capacità della squadra di 14 lizzatori (fra cavatori e camionisti) che sotto un sole cocente condiviso con gli spettatori, ha fatto capire quanto sudore e quanto rischio c’era sulle vie di lizza, oggi sostituite dalle strade sulle quali i camion trasportano dalle cave i carichi lapidei.

L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e dall’associazione Compagnia Lizzatori Carrara, con il patrocinio del Comune. E proprio il presidente della Fondazione, Alberto Pincione, che è anche stato sindaco della città negli anni Novanta, ha commentato positivamente questo appuntamento con la memoria storica di Carrara, ma riflettendo anche sui cambiamenti che stanno investendo il mondo dell’escavazione, con la modifica della legge 78/98, il nuovo regolamento degli agri marmiferi, il nuovo Piano paesaggistico regionale che detta nuore norme sulla durata delle concessioni e “cancella” i beni estimati.

Cosa significa oggi rievocare la lizzatura? E come si può collegare tutto ciò con i grandi mutamenti che si prefigurano alle cave?

«Questa è una manifestazione molto sentita dai carraresi, è la memoria storica del lavoro alle cave, che non è solo bei pavimenti e rivestimenti in marmo, ma è anche e soprattutto fatica e professionalità. L’inventiva è alla radice della lizzatura, e come Fondazione CRC desideriamo che la rievocazione resti un patrimonio della città, con un successo sempre crescente, perché significa storia e cultura. Per quanto riguarda il cambiamento in atto, bisogna chiamare in causa gli amministratori locali: cararra e le sue cave sono un crocevia importante, e adeguare le varie normative in un mix, non è facile».

E sul Piano paesaggistico che opinione si è fatta?

«Non si può dire che lo spettacolo che offrono le cave sia una distruzione della natura. Magari l’escavazione va dosata, sì, ma le cave sono paesaggio, sono sculture a cielo aperto. Sul regolamento degli agri marmiferi, penso che l’amministrazione comunale si stia muovendo in modo saggio».

Quindi secondo lei occorre valorizzare le potenzialità turistiche delle cave?

«Quando parlo di memoria storica, penso anche a quella relativa alla Ferrovia Marmifera, vorrei che da San Martino alla stazione di Avenza, il tratto dell’ex Marmifera venisse ripristinato, per un percorso attraverso le colline, come pista ciclabile o altro. Quando ero sindaco, una società francese voleva realizzare una cabinovia in superficie da San Martino alla stazione di Avenza, a proprie spese, con una concessione. Non se ne fece nulla, per ostacoli burocratici... siamo in Italia. Queste rievocazioni storiche diventano anche elementi economici per il territorio, il turismo alle cave è stato in gran parte trascurato. peccato. Carrara ha scenari unici al mondo e come Fondazione faremo in modo di dare il nostro contributo affinché vengano valorizzati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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