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È la settimana della sagra della cozza

MASSA. Inizia oggi la Sagra della Cozza ed andrà avanti fino a domenica 17 agosto, in località Cervara di Massa al Villaggio Apuano (davanti all'ingresso dell'ospedale San Giacomo e Cristofano). Si...

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MASSA. Inizia oggi la Sagra della Cozza ed andrà avanti fino a domenica 17 agosto, in località Cervara di Massa al Villaggio Apuano (davanti all'ingresso dell'ospedale San Giacomo e Cristofano). Si potranno gustare a pranzo ed a cena piatti prelibati e con muscoli cucinati in tutte le maniere: al vapore, ripieni, gratinati con olio, prezzemolo e aglio, con pepata, zuppa di cozze, oppure nel classico spaghetto allo scoglio o nel sugo per ravioli di pesce. E poi le fritture e le grigliate miste.

Alcune serate inoltre saranno dedicate alla cultura e all’arte, con la presenza di ospiti importanti come Robert Carroll, che illustrerà i suoi metodi di lavoro, presenterà alcuni suoi capolavori risponderà alle domande del pubblico. E, come ormai molti sanno, di cose da dire ne ha tantissime l'artista italoamericano. Per chi volesse ulteriori informazioni, può visitare il sito www.sagradellacozza.it , o telefonare ai numeri 3493566975 e 3407151094. .

Alle cozze (chiamiamole muscoli) è legata una cultura marinara propriamente massese e della nostra riviera, a cominciare dal dopoguerra, quando alla rinascita del paese ha contribuito, per la sua parte, anche il famoso mollusco.

Un frutto di mare a portata di mano, pescabile da tutti ed in tutti i periodi dell’anno, che non costava nulla e riempiva la pancia, facendo risparmiare sulla cena o sul pranzo.

E poi non dimentichiamo che era il piatto principale in tutte le feste: anche di partito o delle associazioni. Chi non ricorda o non ha sentito parlare delle mangiate sulla spiaggia con muscoli appena pescati e cotti su un paiolo al fuoco o al gas a bombole?

Come non si può non aver sentito parlare del pesce appena pescato con sciabicate (la rete stesa a cerchio dalla riva con due capi e poi tirata a chiusura sulla sabbia): uno spettacolo che raccoglieva un gran numero di persone, frittura veloce sulla spiaggia, qualche fiasco di vino e cena e serate rimediate.

Insomma muscoli e calcinelli sono stati importanti in certi periodi della nostra storia quasi quanto le castagne che hanno contribuito enormemente a tamponare il buco nello stomaco in tempi di magra.

È per questo che il buono delle sagre sta nel fatto che non ci fanno perdere la memoria, come la sagra del Neccio – farina di castagne, frittelle e bollenti – nelle nostre montagne e la sagra della cozza per il mare.

Aldo Antola

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