Il Tirreno

Quei sospetti sulle uniformi dell’Arma

Quei sospetti sulle uniformi dell’Arma

Dove hanno preso le divise da carabinieri quelli della banda dei truffatori sinti? È la domanda che si fa l’Arma, anche perché dalla descrizione fatta dalla vittima pare proprio che fosse quella...

2 MINUTI DI LETTURA





Dove hanno preso le divise da carabinieri quelli della banda dei truffatori sinti? È la domanda che si fa l’Arma, anche perché dalla descrizione fatta dalla vittima pare proprio che fosse quella ufficiale. È stata riprodotta fedelmente? Qualche militare è passato dalla parte dei cattivi? L’indagine bis sulla gang si preannuncia difficile, anche se da alcune intercettazioni qualcosa è emerso. Non prove, ma indizi che riconducono a una pista.

Durante la perquisizione effettuata nella roulotte sono stati trovati parecchi attrezzi da scasso: cacciaviti, una grossa chiave inglese, un piede di porco e un flessibile. Quest’ultimo serviva per aprire le cassaforti come delle scatolette di tonno. Ma sono soprattutto ricestrasmittenti e scanner a far capire quanto fossero organizzati i malviventi: sapevano in anticipo le mosse delle forze dell’ordine e quindi potevano pianificare la fuga con calma. Ma sono stati imprudenti a maggio, uscendo dalla porta principale della villetta che avevano appena ripulito. Erano due uomini, uno è stato riconosciuto dalla vicina della proprietaria di casa mentre il complice non era fotosegnalato e quindi non è stato possibile identificarlo.

Ma come detto gli inquirenti cercano almeno altre due persone perché il numero di colpi è talmente alto che è impossibile che a compierli siano stati soltanto i due finiti in manette. Ma ci vorrà pazienza per arrivare alla fine dell’indagine, sperando in un passo falso di chi in questo momento è sotto la lente di ingrandimento del nucleo operativo dei carabinieri di Massa. Non sarà semplice.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze