Il Tirreno

«Poche spiagge libere, ma tante lucciole»

«Poche spiagge libere, ma tante lucciole»

Un gruppo di turisti di seconda generazione parla di “degrado e sporcizia ovunque e di una ex bella città abbandonata”

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MASSA. Ancora critiche e malumori da parte dei turisti per l’asserito “degrado” di Marina e delal città. Ad alzare la voce stavolta è un gruppo di turisti che, ormai da due generazioni, viene a trascorrere le vacanze a Marina, dove i genitori hanno comprato casa e dove alcuni di loro hanno preso residenza. Loro portavoce è Otello Vatteroni, che si definisce segretario della associazione “Amici di Massa” in fase di costituzione. È lui che firma, a nome del gruppo, una lettera aperta al sindaco Alessandro Volpi che così inizia: «Siamo colpiti e delusi dallo stato di abbandono e di degrado in cui questa ex bella città e la sua ex splendida Marina, sono abbandonate da alcuni anni».

Segue elenco delle magagne. La piazza Betti, il viale Roma, il viale Lungomare che « tutte le sere sono bui e pericolosi, con l’aggravante che «in viale Roma non si è provveduto nemmeno alla potatura degli alberi, attorno ai pochi lampioni accesi». Sul lungomare «la sera, siamo circondati dalle prostitute e, fra poco, porteranno i loro clienti nei nostri giardini. La piazza di Marina, dopo una certa ora, è terra di nessuno, dove è anche pericoloso passeggiare.

Le spiagge libere, poi, rimarcano i turisti, «praticamente non esistono più; la spiaggia davanti alla colonia Torino, di cui era stata promessa la riapertura al termine della bonifica, è diventata una latrina a cielo aperto; se si passeggia davanti, anziché' l'odore del mare si viene colpiti dal tanfo degli escrementi, sia umani che animali, che nessuno rimuove.L’Asmiuon si degna nemmeno di portare via i sacchi di spazzatura, che persone volenterose ed amanti della zona (noi fra questi), riempiono facendo pulizia, prima di stendere gli asciugamani sugli scogli».

La situazione non cambia nella zona montana: i turisit pèarlano di strade sporche e pericolose per la mancanza di potature degli alberi, delle siepi e la rimozione delle vecchie frane. «Certamente – scrivono al sindaco mostrandosi buoni conoscitori delle cose apuane – lei potrà obbiettare che alcune strade, come quella per S. Carlo sono di competenza della quasi ex amministrazione provinciale, ma non è suo compito intervenire presso le amministrazioni o gli enti preposti, nei casi eclatanti di potenziale pericolosità?»

E ce n’è anche per “ il quasi ex presidente della Provincia”, il quale «potrà obbietterà che non hanno soldi per intervenire ma, a quello che ci dicono gli amici di Massa, continuano a godere del lauto stipendio, che non hanno mai pensato di ridurre. Se si apre il sito della ex Azienda per il Turismo di Marina, si vedono quasi esclusivamente foto della zona della Lunigiana e di Carrara e poche foto ed informazioni su Massa, eppure è la città capoluogo, nella quale molte famiglie come le nostre, hanno investito soldi, convinti delle potenzialità del posto».

Gi “Amici di Massa”, chiudono il loro severo (e un po’ ingeneroso) elenco di doglianzecon una notazione: «Nei giorni scorsi abbiamo assistito, sui giornali locali, a una disputa sull’utilizzo del marmo locale per il nuovo ospedale provinciale. Un sindaco di una città vicina si è permesso di venire nella sua città, ed imporre alla ditta costruttrice un cambio di materiale, senza che lei intervenisse. Capiamo che i giochi di potere all' interno dei partiti, si basano sulla regola del più forte, ma la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che Lei sia ancora il sindaco di Massa città capoluogo?»

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