Finanza
Fuoco amico su Marco Di Gennaro
Dai 5 Stelle apuani coro di critiche alla nomina del militante massese alla guida della società dei rifiuti di Livorno
MASSA. E ora su Marco Di Gennaro, il ventottenne attivista 5 Stelle di Massa appena nominato amministratore unico di Aamps, l’azienda di raccolta rifiuti di Livorno, si è aperto anche il fuoco amico. La scelta del sindaco labronico, il pentastellato Filippo Nogarin di affidare il timone della società pubblica dei rifiuti all’ex candidato al parlamento europeo per il M5S, era già finita nel mirino delle opposizioni, soprattutto del capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito, e di quello del Pd, Marco Ruggeri. Oggi le critiche partono direttamente dal cuore del Movimento di Beppe Grillo. Dai gruppi di Massa e di Carrara.
A dare fuoco alle polveri ci pensa il consigliere comunale a 5 stelle di Carrara, Federico Bonni, che sulla sua pagina Facebook scrive: «Che differenza c’é tra il Pd quando nomina in una partecipata del Comune una brava persona ma senza idonee competenze e il M5S quando nomina una brava persona ma senza idonee competenze? Nessuna. A Livorno grave errore». E via con i commenti virtuali (più di 50) e le polemiche, reali. Fra chi si schiera con Di Gennaro e chi attacca. Perché?
«Se il metodo è questo – interviene l’altro consigliere M5S di Carrara, Matteo Martinelli – non ci sta bene. Vediamo applicare logiche che sono più vicine a quelle degli altri partiti, che non al Movimento. Il problema non è Di Gennaro, che è un bravissimo ragazzo ed è persona onesta, il problema sono i criteri con cui questi incarichi vengono conferiti. È una scelta inopportuna che mi lascia perplesso: Di Gennaro non ha alcuna esperienza lavorativa nel campo, non solo in direzione aziendale, ma anche nel settore specifico. Il fatto che sia un attivista dei Rifiuti zero è un fatto positivo, ma siamo sempre nell’ambito del volontariato...».
«Dovrà avere a che fare con sindacati, banche, dirigenti, dovrà gestire il delicato passaggio delle aziende dei rifiuti in ambito di Ato. Il problema, ripeto, non è la nomina in sé ma il criterio di scelta adottato. Criterio che discontinuo rispeto a ciò che il Movimento sta facendo nelle istituzioni».
«Chiederò un chiarimento su cosa vuole fare il M5S rispetto a situazioni come questa. Competenze e professionalità sono sempre state messe al primo punto per uscire da logiche amicali e strettamente politiche nella scelta dei vertici delle partecipate...».
Critica su Fb anche Piero Sacchetti, area Pd: « Sempre felice quando Massa esporta competenze. Però: dal suo curriculum non mi risulta abbia gestito aziende e in particolare aziende specializzate nei rifiuti, nè che abbia lauree o diplomi attinenti la materia. E' stato candidato alle comunali di Montignoso, di Massa e alle europee per i M5S. Non ce la mai fatta sempre bocciato dagli elettori. Questo cos'è un premio di fedeltà? E poi: il suo omonimo di Massa (Federico Orlandi di Asmiu ndr.) con un curriculum ben più attinente (laurea scientifica e responsabilità per 10 anni della raccolta differenziata a Montignoso) percepisce un compenso zero; lui invece di 40.000 + 17.000 euro) decurtato mi par di capire del 20%».
Di Gennaro era ieri irrintracciabile. Il sindaco Nogarin, per ora, non commenta.
Juna Goti
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