Sicurezza
Altri due stabilimenti finiscono nel mirino
I controlli nascono da una serie di segnalazioni. Provvedimenti previsti nei prossimi giorni
MARINA DI MASSA. Non solo il bagno Mirycae, la capitaneria di porto in questi giorni sta facendo visita a diversi stabilimenti balneari di Marina di Massa. E le notifiche di irregolarità fioccano, facendo innervosire gestori e titolari.
I controlli nascono da una serie di segnalazioni fatte da cittadini che hanno visto strutture sospette, come i gazebo dello stabilimento a cui sono stati messi i sigilli ieri mattina. L'accusa è sempre quella di abusivismo edilizio. Le strutture nella maggior parte dei casi non sono rimovibili e soprattutto non hanno uno straccio di autorizzazione. Gli altri bagni che potrebbero vedere i sigilli sono sempre a Poveromo. Ma non solo. Per questo ieri mattina è stata improvvisata la protesta pubblica al Mirycae, anche perché a dare fastidio è il periodo scelto dalla capitaneria per entrare in azione.
Va detto però che non stiamo parlando di abusi clamorosi, al massimo sono stati installati gazebo dove non erano previsti, giusto per dare un po’ di confort in più ai bagnanti che scelgono la spiaggia a pagamento.
La Capitaneria, dunque, è costantemente impegnata, con uomini e mezzi, su più fronti: nell’operazione “Mare sicuro”, nella lotta agli abusi demaniali e, dal primo luglio, nel potenziamento della sorveglianza per la salvaguardia delle cosiddette zone di pregio, secondo la convenzione ministeriale avviata tra il comando generale del corpo delle capitanerie di porto e il ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. E i risultati si stanno facendo vedere. Anche se il malumore tra chi si vede mettere i sigilli sul più bello della stagione estiva è parecchio. Soprattutto perché le multe che arriveranno per sanare gli abusi saranno salate.
Negli altri bagni, sono due nel mirino, anche se ancora non sono stati notificati provvedimenti, come al Mirycae le strutture, non rimovibili, trovate dagli uomini della capitaneria non sarebbero autorizzate, anche se i proprietari non ci stanno e spiegano che si tratta dei strutture che possono essere rimosse da un momento all’altro e che soprattutto non hanno richiesto lavori in muratura. Chiaro che se arriverà il sequestro anche per loro verrà impugnato da un pool di avvocati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
