La manifestazione
«Sanità: soldi e servizi vanno a Carrara»
Arancioni e Cisl contro la decisione di puntare su via Tambura: dove metteranno 22 ambulatori?
MASSA. «Sanità: l'accordo di programma 2013 per la realizzazione del nuovo ospedale delle apuane parla chiaro. A Massa arrivano soltanto 1,8 milioni di euro per ristrutturare il distretto sanitario di via Bassa Tambura, a fronte della dismissione dell'ospedale vecchio con i suoi 22 ambulatori, mentre a Carrara, oltre a rimanere in piedi il vecchio ospedale, dalla Regione arriveranno circa 3,5 milioni per la sanità territoriale, ovvero da investire nel distretto di Avenza». Gli Arancioni attaccano a testa bassa sulla questione sanità. «Tanto di cappello al sindaco di Carrara Angelo Zubbani – proseguono Carmen Menchini e gli altri componenti del gruppo di opposizione – che nella partita, tutta politica, della sanità locale, ha ottenuto il potenziamento delle sue strutture sanitarie. Massa, invece, rimane con il cerino in mano».
In sostanza, accusa la minoranza, Massa rinuncia al progetto del nuovo distretto alla Stazione, il cui terreno ( solo quello) la Regione aveva finanziato con 1,8 milioni di euro. Il sindaco Alessandro Volpi, appena eletto, non si era fidato dell'accordo in cui venivano dati sì i soldi per l'acquisto del terreno dalle Ferrovie dello Stato, ma in cui non erano previsti quelli per la costruzione del nuovo distretto; 'impiccato' a questo presupposto, Volpi preferisce non rischiare e mette le risorse nel vecchio distretto, quello di via Bassa Tambura che, invece, da primo accordo, avrebbe dovuto essere venduto, assieme al resto del patrimonio della Asl. Peccato che nel vecchio accordo di programma non c'erano neanche i soldi per il distretto di Avenza, che invece Zubbani ha ottenuto.
Gli arancioni, poi, ricordano che dal 2008, rispetto agli accordi di programma, su Massa arrivarono 8 milioni di euro in più per la salvaguardia idrogeologica dell'area attorno all'ospedale nuovo, «segno che i piani cambiano- dicono i consiglieri Menchini, Gabrielli, Ofretti e Brizzi-; la regione aveva dato i soldi per acquistare un terreno su cui sarebbe cambiata la destinazione d'uso a sanitaria; cosa pensava ci avrebbe voluto fare, il sindaco, un campo di patate? Era ovvio che i soldi per il distretto sarebbero arrivati». Invece a Massa si chiude l'ospedale vecchio e si cerca spazio per 22 ambulatori, che tutti in via Bassa Tambura non c'entreranno mai; per non parlare della viabilità, stretta e complicata che non sarà capace di accogliere il nuovo afflusso di persone. Gli arancioni rivelano che una parte degli ambulatori finirà al Noa, e un'altra a Carrara, come pare sia emerso dalla discussione in consiglio comunale, ma nell'accordo di programma questo passaggio manca. "Forse il progetto alla Stazione andava superato- concludono i consiglieri- ma con una alternativa; via Bassa Tambura non potrà fare le veci dell'ospedale vecchio. E comunque il sindaco ha dimostrato il ruolo minimo avuto dalla città di Massa nella partita della sanità regionale».
Contestano l’amministrazione Volpi anche i Pensionati Cisl: «La scelta di mantenere il distretto in via Tambura, data la grave situazione legata alla rapida evoluzione della sanità ospedaliera e conseguentemente la necessità di intervenire nella fasi pre e post acuti, produrrà effetti negativi in termini di servizio e di qualità. Inoltre i locali dello stesso sono inadatti, stretti disorganizzati e poco aiutano a mantenere livelli di privacy minimali. In pratica se l'ospedale sarà, speriamo, una Ferrari ( almeno nella strumentazione si spera.. ) il distretto di Massa sarà una Seicento anni sessanta;– le cure intermedie ( che sono le cure appunto in mezzo tra la degenza ordinaria e le cure palliative ) sono numericamente inferiori a quelle delle altre Province: in particolare a Massa si sconta la presenza di una forte compensazione socio riabilitativa che riduce il numero dei posti letto dedicati: ovviamente l'impatto finisce per addossarsi sulla povera gente che deve curarsi».
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