Italia
Ospedale, ecco come salgono i costi
La De Lauretis: aumenti “fisiologici”. 5,7 milioni in più per gli espropri, 15 per mancate vendite, 22,9 per collaudi e arredi
MASSA. Poco meno di 152 milioni di euro (151.889.205 per la precisione): è quanto costerà – salvo imprevisti – il nuovo ospedale delle Apuane (Noa) in costruzione in viale Mattei a Massa. Il costo è complessivo, “chiavi in mano”. Comprende infatti non soltanto la costruzione dell’immobile, ma anche tutti gli oneri per l’arredamento, le attrezzature, il trasloco – operazioni per cui sono stati stanziati ben 22,9 milioni – i collaudi. Di tutto quanto, cioè, è necessario per mettere in moto il nuovo ospedale. E, quindi, anche dei costi per la bonifica e la messa in sicurezza dei terreni in cui è stata costruita la struttura. Operazioni che da sole sono costate oltre 10 milioni di euro. Insomma, ai 74 milioni di euro per la realizzazione dell’edificio, se ne devono aggiungere altrettanti (e più) per tutte le opere connesse. «Sì, è così. Non c’è stata una lievitazione dei prezzi anomala fra le previsioni dell’Accordo di programma del 2005 e quelle più recenti. Semplicemente, nel primo accordo si parlava soltanto delle somme impegnate per gli interventi edilizi. Nell’accordo ora definito, si fa riferimento al costo totale, che comprende, appunto le spese per arredi, attrezzature Iva (che da sola persa per il 20%)ecc... Il quadro economico è in sostanza rimasto lo stesso), dice Maria Teresa De Lauretis, direttrice generale dell’Asl di Massa Carrara.
La manager della sanità apuana ammette che anche il costo iniziale della parte edilizia è cresciuto: dai 74 milioni iniziali a circa 85 milioni. «Un aumento di dimensioni fisiologiche per opere di questa importanza, e comunque non certo un raddoppio come si potrebbe pensare».
Ma la dilatazione della spesa pubblica per quest’opera non è solo dovuta al “fisiologico” aumento dei costo dei lavori edili appaltati.
L’esproprio de terreni, ad esempio, è stato un salasso. Nel quadro economico iniziale predisposto dal Sior, gli espropri dovevano costare 2,7 milioni. Ne sono costati 8,4 (5,7 milioni in più).
Un altro salasso è arrivato dall cosiddetta “valorizzazione” degli edifici dismessi. In sostanza: il Sior prevedeva di incassare dalla cessione del vecchio ospedale di Massa e dal distretto di via Tambura una cifra di circa 28,5 milioni, con cui sostenere una parte dei costi del nuovo ospedale. La previsione è stata adesso dimezzata: si incasserà al massimo 13,2 milioni, dalla vendita del “vecchio” ospedale, visto che Bassa Tambura resterà a destinazione sanitaria. Ma la differenza di 15 milioni dovrà mettercela la Regione Toscana.
Per quanto riguarda i tempi, anche qui c’è una certa dilatazione. La direzione Asl dice che la “consegna” del fosso Silcia (liberato dai vincoli del Sin-Sir) permette di prevedere che l’opera sarà pronta al massimo entro il 15 settembre. Poi, dopo i collaudi, inizierà l’era del Noa. Gli ultimi annunci, però, dicenano di inaugurazione al massimo entro metà 2015.(c.f.)
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