Il Tirreno

Muore schiacciato dalla pressa

Muore schiacciato dalla pressa

Operaio 57enne dell’Acam ucciso dal macchinario dell’autocompattatore su cui lavorava

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SARZANA. Muore schiacciato dalla pressa dell’autocompattatore dei rifiuti su cui stava lavorando.

La vita di Carlo Silvi, 57 anni, sosato, padre di un ragazza, originario di Vezzano Ligure, è finita in questo terribile modo, ieri pomeriggio attorno alle 18,30 in via Paradiso, nei pressi dello stadio dio calcioMiro Luperi. L’uomo, dipendente di Acam Ambiente della Spezia, l’azienda che tratta la raccolta dei rifuti urbani, era impegnato nel consueto giro della zona, assieme a una collega che guidava un altro mezzo, più piccolo. I due automezzi avevano il compito di svuotare i contenitori dei rifiuti accumulati dai residenti, per poi gettarli nel cassone dell’autocompattatore.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti eseguita dai carabinieri della stazione sarzanese, la pressa dell’autocompattatore si è bloccata per cause tecniche.

Il dipendente, di certo non alle prime armi del mestiere, avrebbe cercato di sbloccarla eseguendo la normale procedura del caso.

Chissà, potrebbe aver compiuto tale operazione altre volte e anche in questo caso tutto sembrava normale routine. Ma purtroppo così non è stato.

Pare che l’uomo si sia avvicinato al macchinario montato sull’autocompattatore per tentarne lo sblocco.

Poi, all’improvviso, la tragedia. La pressa, sempre secondo quanto ricostruito “a caldo” deve essersi mossa di scatto, colpendo Carlo Silvi al torace. Provocando al povero lavoratore una morte terribile e fulminea.

Il tutto davanti agli occhi della collega, rimasta comprensibilmente sotto shock dalla scena.

La donna è stata in seguito accompagnata in ospedale.

Qualcuno, nei pressi, ha assistito alla scena, dando subito l’allarme. Sul posto sono convogliati mezzi del 118 e poi quelli dei carabinieri.

Ma per Carlo Silvi tutto era ormai inutile. Il suo torace era stato schiacciato dal macchinario dell’autocompattatore.

Ai sanitari è rimasto solo il triste compito di coprire il corpo senza vita dello sfortunato dipendente Acam, in attesa dei carabinieri e del magistrato di turno, oltrechè degli incaricati del servizio di prevenzione e sicurezza sul lavoro della Spezia.

Toccherà a loro, unitamente ai militari, ricostruire gli ultimi istanti di vita di Carlo Silvi e il modo tramite il quale ha operato nel tentativo di sbloccare la pressa che poi lo ha ucciso.

Sul posto, nel frattempo, oltre a gente del posto, erano giunti conoscenti e amici di Carlo Silvi, oltre a colleghi di lavoro che, appresa la triste notizia, si sono recati a Sarzana.

Carlo Silvi era sposato con Patrizia Petacco, originaria di Ortonovo, e padre di un ragazzo appena 18enne.

Fabrizio Palagi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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