La manifestazione
Marble Weeks, commercianti divisi
Giudizi buoni e cattivi ma c’è accordo su un punto: non basta per aiutare il settore, i visitatori non fanno shopping
CARRARA. Marble Weeks, inaugurata il 26 giugno, si avvia a colmare l’ultimo tratto di ponte ideale verso il Festival ConVivere (5,6,7, settembre). La kermesse , dedicata all’arte, all’architettura e al design, si mostrerà ai visitatori (con mostre variamente calendarizzate) fino al 7 settembre.
Ma ad oggi quali sono gli umori dei commercianti della città? Soprattutto quelli del centro storico?
C’è chi è contento della manifestazione e chi no. Ma tutti sono concordi nel dire che «al commercio, cioè ai negozi, non ha portato grandi ricadute». «Hanno lavorato tanto - questo è il loro commento – bar e ristoranti».
In piazza Alberica alla tabacchieria vineria pensano che sia stata privilegiata di più la zona verso San Francesco.
All’edicola, Anna Patriarchi è contenta: «Marble Weeks mi è piaciuta, ma i visitatori in città, per via della crisi, non hanno soldi da spendere, l’anno scorso giravano e spendevano di più. Ma la manifestazione è bella, ci sono tante esposizioni da apprezzare, fose lo scorso anno ci sono stati più spettacoli in piazza. sbato scorso alla Notte del gusto c’è stata tanta gente, per me è stato un evento riuscito».
Al vicino negozio di scarpe, seconod la commessa la manifestazione è stata un po’ sottotono rispetto alla precedente edizione. «Anche al mare la gente ne ha parlato e – dice una cliente – i commenti non sono stati positivi».
Claudio Baglioni presidente del Centro commerciale naturale, è nel suo negozio: «Che dire? Ho visto meno gente. Un po’ una delusione ma per carità, ben venga Marble Weeks: in passato si è dimostrata una manifestazione vincente e sarebbe assurdo rinunciarci. Ma quest’anno credo che abbia funzionato meno bene, e mi auguro che in futuro sia ancora migliorabile».
Al negozio Noise, Matteo Mazzoni e Paola Poletti sono abbastanza soddisfatti della kermesse: «Ogni sera tanta gente, ma poche opere di marmo in piazza, i turisti se le aspettavano. Comunque la rassegna è valida». La ditta Poletti e Ghio di Nazzano, storica, ha alcune opere nel negozio di piazza Alberica. «Sin dalla prima edizione di Marble Weeks – dice la figlia di Poletti – abbiamo contribuito ad adornare l’evento. Però, se dobbiamo parlare dei visitatori, pochi entrano nei negozi a fare acquisti, perché c’è crisi».
Diplomatica Paola Bacciola di Sportissimo: «C’è stata meno affluenza della passata edizione, ma l’evento è gradevole, con belle serate. Bisogna imparare ad apprezzare quello che viene fatto a Carrara».
Risaliamo via Loris Giorgi: al negozio di scarpe Proposte, Mirco Verona è critico: «Così com’è non sembra la città del marmo, fra i miei clienti c’è un po’ di delusione, non si vede una città dell’arte, poche le installazioni all’aperto. Ma va anche detto: per fortuna che c’è Marble Weeks. CnVivere durerà solo 3 giorni. Io penso che la prossima edizione di Marbel Weeks, dovrebbe essere più “commerciale”, mostrando bozzetti, disegni, strumenti di lavorazione del marmo, mostrare tutto del marmo, sia nei fondi che nelle strade, in modo che chi non conosce Carrara la scopra. In questa Marble Weeks le cose più belle le hanno esposte i privati, ma occorre un’atmosfera più commerciale, mentre per le finezze ci vorrebbe la Biennale... Ma tanto (lo scriva) sono solo parole al vento».
In altri negozi osservano che c’è stata più affluenza nelle prime settimane della manifestazione. Alcuni commercianti preferiscono trincerarsi dietro il classico “no comment”, che dice tutto e niente.
E in via Roma? Al negozio Bijou e di più, Gloria Sbrana dice che «la città è un po’ morta, bella ma non valorizzata al punto giusto. Ci vorrebbero più attrazioni per i turisti». Da Caramatti Donna, Paola Barattini tentenna la testa: «Non avverto un’aria festosa, c’è un clima un po’...», non trova la parola. «Hanno fatto il pienone bar e ristoranti che hanno saputo organizzarsi veramente bene anche con apericene e musica, ma nei negozi la gente non fa acquisti. In quanto a Marble Weeks, l’impresisone è che fuori città non siano stati diffusi molti depliant promozionali».
Silvia Paladini del negozio Paladini: «Ho visto più movimento lo scorso anno. Anche i visitatori stranieri, entrano nel negozio, guardano ed escono. Comunque Marble Weeks è un richiamo per il turismo e deve continuare in futuro, magari con più opere in via Roma. Peraltro, ci vorrebbero più sculture nella città, e fisse, da poter ammirare sempre».
Marco Pucci di Marcosport: «Non incolpiamo Marble Weeks: i primi giorni c’è stato più movimento di gente. C’è la crisi, va pensato qualcosa di nuovo. Hanno lavorato bar, pizzerie e ristoranti, noi negozianti no. Ma anche a Sarzana ci sono i bar pieni e i negozi vuoti: la gente chiede sconti ma io non credo molto nella politica degli sconti».(c.car.)
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