Sicurezza
Gli abitanti di Miseglia nella giungla dei decibel
La parte bassa del paese subisce i rumori derivanti dal traffico pesante sull’arteria destinata ai camion del lapideo. I dati rilevati a luglio dall’Arpat
CARRARA. Secondo i rilevamenti effettuati da Arpat sull'inquinamento acustico nella frazione di Miseglia bassa, la principale fonte dei rumori, quella che fa superare i limiti di legge, sarebbe l'impianto di ventilazione installato nella galleria Santa Croce della Via dei Marmi.
Lo sforamento è stato rilevato in uno dei tre siti monitorati, ma è quello in cui, per assurdo, i decibel di rumore sono più bassi. Una contraddizione che scaturisce dall'indicazione di soglie di tolleranza diverse a seconda della sorgente del rumore. Siamo nella giungla dei decibel.
I dati derivano dai rilevamenti effettuati da Arpat nel paese proprio al di sopra dello sbocco della Galleria. lo scorso mese di luglio. In realtà la situazione è assai più complessa di quello che dicono i semplici numeri, a conferma del fatto che, come lamenta da tempo il Comitato di via dei Campi, il contributo all’inquinamento acustico arriva da più sorgenti. I rilevamenti dell’Agenzia regionale per l’ambiente sono stati effettuati in tre punti diversi di Miseglia bassa, situati a un centinaio di metri di distanza l’uno dall’altro e sempre su via dei Campi. Lo sforamento del limite di legge è stato accertato solo in uno dei tre siti monitorati e – sempre secondo Arpat – sarebbe riconducibile alle ventole della galleria Santa Croce.
In termini assoluti però il livello di rumore rilevato nel sito interessato allo sforamento sarebbe più basso degli altri due: a sostenerlo sono i rappresentanti del Comitato di Miseglia Bassa che nei giorni scorsi si sono fatti consegnare i dati di Arpat. Scorrendo le cifre, i residenti del paese, hanno osservato che la zona in cui è stato accertato il superamento della soglia di legge non è in assoluto quella più rumorosa, anzi l’inquinamento acustico sarebbe più elevato negli altri due siti, dove non c’è alcuno sforamento. «E’ assurdo, a casa mia i decibel sono più alti, ma non c’è sforamento. Nell’abitazione del mio vicino, a cento metri da qui, invece sì, anche se i decibel sono inferiori ai miei», spiega un esponente del Comitato.
Una contraddizione, quella segnalata dai misegliesi che in realtà trova spiegazione nel tipo di indagini effettuate: «A Miseglia abbiamo effettuato due rilevazioni diverse, una sul rumore prodotto dall’infrastruttura stradale e una su quello che scaturisce dall’impianto di lavaggio dei camion» spiegano da Arpat. La prima misurazione, relativa a una sorgente multipla di inquinamento acustico e quindi più complessa, è stata condotta dai tecnici dell’Agenzia di Livorno mentre la seconda, quella sul lavaggio, riguardava una sorgente puntuale ed è stata effettuata dal personale dell’Agenzia di Massa.
«Si è trattato di due tipi di rilevazioni diverse per cui esistono limiti di legge diversi» spiegano ancora da Arpat. Insomma il sito interessato allo sforamento è tale perché, per quella tipologia di rumore, la soglia di legge è più bassa: a 100 metri di distanza, pur essendoci un inquinamento acustico più alto in termini di decibel, non si supera il limite perché per quel tipo di sorgente la norma è più “tollerante”. Una spiegazione, quella fornita dall’agenzia, che difficilmente lascerà soddisfatti i residenti di via dei Campi: tecnicismi a parte, infatti, sono le loro orecchie – fanno notare – a dover sopportare, ormai da due anni, tutti i rumori che arrivano dalla strada dei marmi, dalle infrastrutture a essa collegate e dai camion che la percorrono».
Cinzia Chiappini
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