Il Tirreno

Sei blocchi di bianco per l’ospedale

di Alessandra Vivoli
Sei blocchi di bianco per l’ospedale

Dopo il sopralluogo nella cava Gioia è arrivato l’ok dei tecnici del Noa: il materiale finirà nella hall e nelle tre nuove scale

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CARRARA. Sei blocchi. Centoventi tonnellate di marmo bianco di Carrara venato, della migliore qualità.

Sei blocchi - dal valore di mercato (i diretti interessati non parlano di cifre) di oltre 60mila euro, che dalla cava nel bacino di Gioia sono già stati caricati e trasportati al piano per essere trasformati in marmette (circa un migliaio di metri) per la hall e le tre scale del nuovo ospedale delle Apuane.

Il materiale già da ieri è sceso piano- i camion erano pronti in cava per accorciare i tempi - pronto per essere lavorato.

Si concretizza, in 120 tonnellate di bianco superiore, l’offerta avanzata un anno e mezzo fa dal presidente della cooperativa Gioia, Anselmo Ricci. Una donazione che, grazie anche all’intervento del sindaco di Carrara Angelo Zubbani, ha spodestato quel materiale veneto che, in un primo momento, era finito nel capitolato del maxi progetto.

Ricci: è il nostro marmo più bello. Adesso è soddisfatto il presidente della cooperativa Gioia. Lui la sua offerta, per fornire gratuitamente l’ospedale del bianco di Carrara, l’ha fatta un anno e mezzo fa. Dopo un lungo silenzio, dovuto ai ritardi che hanno accompagnato il cantiere del Noa, e grazie anche all’intervento del sindaco Zubbani, è arrivato il via libera da parte della società (l’Ati Astaldi e Pizzarotti) che sta portando avanti l’appalto per il nuovo ospedale.

«Abbiamo scelto e sottoposto al vaglio dei tecnici che si occupano della realizzazione del progetto il nostro materiale più bello - sottolinea con orgoglio Anselmo Ricci - Non chiedeteci il prezzo, è una donazione e proprio per questo non ci pare giusto parlare di cifre».

Ma, facendo due calcoli, e rimanendo comunque nel campo delle approssimazioni, quello della cooperativa Gioia alla provincia e al nuovo ospedale, sarebbe un regalo da oltre 60mila euro. Esclusi taglio e lavorazione dei blocchi stessi, offerti, sempre a titolo gratuito dal Fiorino .

Il sopralluogo nella cava Gioia. Come novelli Michelangelo.

Solo che, ieri di buon mattino, nella cava del bacino di Gioia, non si stava scegliendo il marmo per alcune delle opere d’arte più belle del mondo, ma per una delle grandi opere, questo sì, della città e della provincia apuana: il nuovo ospedale.

I tecnici della Astaldi e Pizzarotti hanno dato il disco verde alla fornitura che aveva già avuto una prima selezione - sotto il profilo della qualità e della scelta cromatica dove il bianco Carrara si sostituisce al beige veneto del capitolato iniziale del progetto - da parte del presidente della cooperativa stessa. Al sopralluogo era presente anche Marco Pisani della Marble service, il geometra che si occuperà, a livello tecnico, della realizzazione delle marmette (30 x 60) che finiranno nella hall e nelle tre scale del nuovo ospedale.

«Si tratta di un migliaio di metri di marmette - spiega Pisani - che realizzeremo dalle lastre che verranno tagliate all’interno dell’azienda Il Fiorino».

I tempi. Il geometra Pisani che per la Marble service sta seguendo il disegno delle marmette si sbilancia anche sui tempi di lavorazione che sembrano davvero stretti: «Ci vorrà più o meno un mese per realizzare la pavimentazione - spiega - partiremo subito, dopo la pausa di agosto».

La soddisfazione del sindaco. Il marmo di Carrara entra, dalla porta di ingresso principale nel nuovo ospedale delle Apuane.

«C’è grande soddisfazione per il progetto che prende corpo e per la donazione del blocchi rende merito alla cooperativa Gioia e al territorio che non poteva accettare soluzioni diverse- mette bene in evidenza il sindaco Angelo Zubbani - Seguiremo ora le fasi della lavorazione con un altro bel gesto della società Fiorino fino alla posatura ed al successo finale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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