Attenzione
Sanac paga la crisi di Ilva A rischio 140 stipendi
Nuovo allarme dei sindacati, stato di agitazione per le 14esime non arrivate I lavoratori chiedono aiuto al prefetto per ottenere lo sblocco dei crediti
MASSA. Si accende di nuovo (in realtà è acceso da tempo) l’allarme per il futuro di Sanac e dei suoi 400 occupati a livello nazionale di cui 140 a Massa. Lo stabilimento apuano sta vivendo una fase difficile, che scaturisce dalla crisi del colosso Ilva, di cui Sanac fa parte. Primo effetto tangibile di questa situazione è il mancato pagamento della quattordicesima ai dipendenti. Cosa non gravissima, se la si rapporta ai drammi occupazionali del territorio, ma segnale di un quadro di incertezza che potrebbe ben presto peggiorare, I lavoratori, in risposta al blocco dello stipendio, hanno proclamato il 7 luglio scorso lo stato di agitazione con blocco dello straordinario compreso il lavoro del sabato. Lo stato di agitazione è tuttora in corso.
Nei giorni scorsi, poi, le delegazioni delel Rsu di fabbrica e di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato la viceprefetta Anna Mitrano per esporre tutte le loro preoccupazioni per la Sanac, da tutti definita “polo di eccellenza del tessuto industriale apuano”. «Comprendo lo stato di preoccupazione vostro e delle vostre famiglie e mi farò interprete presso gli organi centrali del governo della richiesta di attenzione che oggi avanzate», ha detto la Mitrano a conclusione dell’incontro con i sindacati.
La Sanac di Massa è una goccia d'acqua nell'oceano Ilva (che ha16 mila dipendenti). «Proprio per questo - dichiarano le segreterie provinciali di categoria – dobbiamo tenere alta l'attenzione sulla sua vicenda. Abbiamo attivato le segreterie regionali e nazionali delle nostre organizzazioni. Attraverso il prefetto vogliamo portare le nostra preoccupazioni all'attenzione del tavolo interministeriale che sta affrontando la questione Ilva».
Sanac è, sostanzialmente, un'azienda sana i cui destini, però, sono legati a filo doppio a quelli dell'Ilva. Il decreto competitività all'esame del parlamento ha inglobato il decreto salva Ilva approvato l'11 luglio Tale decreto, attraverso la clausola delle prededucibilità dei crediti, avrebbe dovuto garantire l'erogazione del prestito-ponte necessario all'Ilva per arrivare alla fine dell'anno. Il pool di banche creditrici con cui sta trattando il commissario straordinario dell'Ilva Piero Gnudi, non ha però, al momento, dato la disponibilità ad erogare la cifra richiesta. Insomma, dicono i sindacati, «non vi è chiarezza sul futuro dell'Ilva e, di conseguenza, della Sanac».
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