Sicurezza
Per le ville degli sceicchi il marmo viaggia in aereo
I traffici del lapideo all’aeroporto di Pisa sono aumentati del 155% in sette mesi E per il mega palazzo di un reale saudita solo voli nella compagnia di famiglia
CARRARA. Il marmo per i mega progetti nei paesi arabi? Vola in aereo. Con un incremento dei traffici pari al 155% rispetto all’anno precedente.
Per gli sceicchi spesso è la prima e unica scelta. I lavorati in marmo arrivano direttamente in aereo, e i tempi d’attesa sono abbattuti.
In passato, per il palazzo di una famiglia reale saudita, sono partiti da Carrara interi carichi di vanity per il bagno, vasche di statuario, piani da cucina e scale: i preziosi carichi hanno viaggiato tutti in aereo, a bordo dei potenzi mezzi della Saudi Air, la compagnia di proprietà del cliente. Il marmo sceglie di volare. Almeno questo è il dato che emerge da una nota dell’aeroporto di Pisa in cui si traccia un bilancio dei traffici da inizio anno al mese scorso.
«Decisamente positivo anche l’andamento del traffico cargo- si legge nella nota stampa dell’aeroporto - Il dato progressivo da inizio anno al 31 luglio (3,7 tonnellate di merce e posta trasportate) evidenza crescita di oltre il 155% rispetto allo stesso periodo del 2013. Grazie soprattutto ad importanti spedizioni effettuate da aziende toscane dello settore lapideo».
Questo è quanto viene messo nero su bianco nel bilancio dell’aeroporto pisano. E fra le aziende in pole position per numero di traffici ci sono proprio quelle del comprensorio apuano. E i voli non sono solo diretti ai committenti arabi.
«Ci sono alcuni progetti particolari - spiega Roberto Canali della “Euromarble”, una delle aziende carraresi che ha fatto dei lavorati il suo fiore all’occhiello - per i quali spesso si rende necessaria al spedizione aerea, soprattutto quando, a causa della particolarità delle lavorazioni si accumulano ritardi nella tabella di marcia».
E che i voli aerei per il marmo siano “roba da ricchi” lo attesterebbero i costi delle spedizioni stesse. «Una spedizione per New Yprk - continua Canali, che con al Euromarble ha eseguito grossi lavori proprio negli Stati Uniti - costa dai 3 ai 4 dollari al chilo. Se si pensa che una lastra pesa, in media, sui 70 chili, i conti sono presto fatti. Ma è altrettanto vero che per alcuni progetti la spedizione si rende necessaria».
Ma nonostante i costi alti a volte ad abbatterli ci pensano proprio i clienti che, pur di avere nel più breve tempo possibile il materiale o i lavorati pagano le spese aeree. E sui cargo vengono imbarcati non solo i “pezzi” di arredo o le marmette per le pavimentazioni, ma in alcuni case anche i legacci con le lastre scelte dagli architetti che si occupano dei grandi progetti. Insomma una nuova frontiera per il marmo che sembra destinata soprattutto, questo è il caso di dirlo, ai lavori di gran pregio. Ma che, intanto, proprio a dimostrare che il marmo da Carrara non parte solo in blocchi, ha fatto segnare un aumento esponenziale nei traffici merci dell’aeroporto di Pisa. Certo i quantitativi, si parla di 3,7 tonnellate, non sono ancora quelli dei grandi numeri, ma l’incremento del 155% è un dato che fa riflettere.
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